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Il secondo Incontro di Primavera con il Quartetto Venere

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13131399_10206312443956158_5794831238794807318_oÈ il quartetto di flauti “Venere” protagonista del secondo appuntamento degli “Incontri di Primavera” di Villa Rinchiostra, a cura della Scuola Comunale di Musica di Massa. Devo essere onesto, quando ho letto il programma del concerto sono rimasto piuttosto perplesso su quanto un quartetto di flauti avrebbe potuto rendere efficacemente delle pagine orchestrali (molto impegnative, per giunta), ma sono più che felice d’essermi dovuto ricredere: grazie all’altissima professionalità dei quattro Maestri e all’intelligenza nella selezione, il quartetto ha presentato al proprio pubblico un programma fresco, coinvolgente e assolutamente riuscito. Non lo dico per piaggeria, ma se brani come l’overture del Ratto dal Serraglio di Mozart o la sinfonia del Nabucco di Verdi vengono resi alla perfezione e tutto quel che si ha a disposizione sono quattro flauti, significa che i quattro esecutori sono eccezionali. La pirotecnica scrittura di Mozart per il Serraglio e la travolgenza verdiana del Nabucco impongono agli esecutori di incastrarsi come gli intarsi di un ebanista, altrimenti al posto delle brillanti note ribattute che rimandano al coro Il maledetto non ha fratelli viene servito al pubblico l’equivalente musicale di uno sformato.
I due brani sopracitati – eseguiti in modo impeccabile, in particolare la sinfonia di Verdi – hanno aperto il corposo programma, che è poi proseguito con tre numeri dalla suite dello Schiaccianoci di Čajkovskij: la Danza degli Zufoli, la Danza della Fata Confetto e il Trepak. Esecuzione spiritosa e divertita, è stata anche questa di ottimo livello, anche se a gusto personale avrei preferito qualche delicatezza in più nella Danza degli Zufoli perché, si sa, i critici devono sempre trovare il proverbiale pelo nell’uovo.

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Da sinistra: Mariafranca Carli, Olivia Gigli, Silvia D’Addona e Roberta Anzil.

Dopo Čajkovskij, il quartetto si è cimentato con la celeberrima e difficile Suite n.1 da “Peer Gynt” di Grieg. A onor del vero, è stato tagliato un numero dalla suite, la Morte di Aase, ma non sarei potuto essere più contento di così perché è un brano orrendo che non ho mai sopportato. Il quartetto “Venere” ha ammaliato il pubblico prima con la grazia alata e limpida del Mattino, poi con i profumi speziati della seducente Danza di Anitra ed infine l’ha introdotto alle minacciose e grottesche sonorità de Nelle Sale del Re della Montagna, eseguito in modo coinvolgente e travolgente.
A chiudere la prima parte del concerto, lo Scherzo dal Sono di una Notte di Mezza Estate di Mendelssohn, un brano di elevata difficoltà non solo per la rapinosa velocità richiesta dal compositore, ma soprattutto perché gli esecutori devono saper valorizzare il finissimo intreccio di voci e di armonie. Un importante dettaglio che ho notato nell’esecuzione dello Scherzo (e ulteriore riprova della professionalità del quartetto, se ancora ce ne fosse bisogno) è il fatto che la partitura spesso si sposta nella regione grave, che per il flauto è un vero campo minato, ma le quattro flautiste sono riuscite sempre a trarre dal proprio strumento un suono bello, pieno, brillante e soprattutto fermo, senza note calanti o crescenti. E non è da poco.

La seconda parte è stata introdotta dalla sinfonia delle Nozze di Figaro di Mozart, seguita poi dal funambolico Volo del Calabrone di Rimskij-Korsakov. Dopo questi ultimi due brani, si è passati ad un repertorio assai diverso, orientato sulle sonorità del jazz e della bossa nova con il piacevole Divertimento jazz di Guiot e gli ironici Apanhei-te CavaquiñoMarilian no frevo, rispettivamente di Nazareth e Duda. A conclusione della superba esibizione, il celeberrimo Libertango di Astor Piazzolla.

Il quartetto “Venere” si è reso protagonista di un concerto di eccezionale levatura, sia per quanto concerne la tecnica strumentale, sia per la squisita interpretazione ed il gusto musicale. Spero vivamente di poter ascoltare di nuovo una delle loro esecuzioni e che altri ensembles prendano esempio da questo formidabile quartetto. E spero anche che i musicisti che parteciperanno ai prossimi “Incontri di Primavera” saranno alla loro altezza. Noi di Uni Info News ci saremo. E voi?

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Photocredit: Bianca Russo Fiorillo