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Sounds From the Future: intervista agli AFFORDANCE

Salvatore Amoroso - 28 settembre 2017
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Sounds from The Future la rubrica che esplora le sonorità del futuro oggi è lieta di presentarvi l’intervista fatta a una band che speriamo possa affermarsi presto nel ”nostro” panorama musicale: gli AFFORDANCE! Ciona, Cola, Alfo, Francesco e la splendida voce di Clara sono pronti a sbalordivi con il loro ultimo progetto che s’intitola SO POP ERA. L’album è un mix di tutte le paure, le speranze e i continui cambiamenti che la nostra società c’impone. Questo gruppo di ragazzi, diversi tra loro ma uniti da una grande sensibilità, non si è soffermato solo alla negatività e al pessimismo che pervade il nostro secolo e ha cercato di tirarci fuori un’opera vera e ricca di spunti per chi avrà il piacere di ascoltarlo. Contaminati da diversi generi e gruppi che hanno fatto la storia della musica italiana e non solo, gli AFFORDANCE non hanno paura di osare e stupiscono per la loro tecnica e tanta voglia di fare. L’album composto da 12 traccie è un viaggio nel mondo di questa band, che abbiamo intervistato in esclusiva solo per voi lettori. Vi lasciamo infatti alle loro parole e vi consiglio vivamente di ascoltarli live, perchè sarà proprio la loro musica a conquistarvi e a farvi capire il grandissimo potenziale di cui questi scalmanati ragazzi toscani sono dotati. A presto e buona lettura da tutta la redazione di UIN.

Copertina disco SO POP ERA

Ragazzi è un piacere conoscervi, grazie per essere qui con noi di Uni info News, parlateci un po’ del vostro progetto: chi sono gli AFFORDANCE?

Intanto grazie a Salvatore e allo staff della Uni Info News per questo spazio. Ritorniamo a distanza di 4 anni dal progetto Scat Plaza con un nuovo abito e un nuovo nome, è un po come ricominciare da zero e siamo contenti di tornare qua per presentare il nostro disco. Tornando alla domanda gli AFFORDANCE sono una band della Toscana che è nata nel gennaio 2017. Ci consideriamo Pop, ma è difficile capire che genere ricopriamo viste le tante contaminazioni Hip Hop, Funk ed elettroniche.

Quali sono i gruppi da cui avete tratto spunto per le vostre sonorità?

I gruppi che ci hanno influenzato maggiormente nel panorama italiano sono stati progetti che negli anni 90 erano all’apice della loro carriera come i: Casinò Royale, Neffa e Sangue Misto, Daniele Silvestri, Subsonica, Morgan con i Bluvertigo e infine Ghemon. All’estero ci siamo abbandonati alle sonorità degli Unknown Mortal Orchestra, Tame Impala, Natas Loves You ma anche gli Zero Seven o i Massive Attack e tanti altri attualmente ai vertici delle classifiche mondiali.

Glia Affordance al completo

Che tipo di suono state cercando o magari avete già raggiunto?

Questa è una domanda scomoda per chi fa musica, un po’ come quando si chiede l’età ad una donna. Al di la degli spunti che già abbiamo citato, noi siamo contenti di essere riusciti a definire una sonorità che miscelata alla voce ci ha dato un’identità. Chi ha ascoltato So Pop Era sente che è un prodotto targato AFFORDANCE, è così o almeno così è stato detto da chi lo ha ascoltato, non è da escludere tuttavia che gli Affordance abbiano pagato questi 4-5 individui per dirlo, ma questa è un’altra storia.
Da quanti membri è composta la band e come vi siete conosciuti?
La formazione ad oggi conta quattro elementi più la nostra bella vocalist Clara Isis che ci ha supportato per l’intero percorso di incisione e ci sta seguendo anche nei live. Originariamente avevamo un membro in più alle tastiere che ha dato un grosso contributo al disco e che tuttavia non ha potuto continuare con noi per problemi vari. Il “come” ci siamo conosciuti è una bella domanda!
Ciona, Cola e Alfo sono gli stessi membri del vecchio progetto Scat Plaza. Francesco lo abbiamo raccattato da un carcere, abbiamo anche una foto volendo, non scherziamo! Clara invece è volata da noi dalla lontana Cuba perchè ha sentito probabilmente un groove che non abbiamo. Comunque ci terremmo a sottolineare che è l’unica cubana che non sa tenere il tempo con gli shaker (ridono ndr).

date Tour promozionale SO POP ERA

Quando avete capito che era il momento di fondare un gruppo? 

Lo abbiamo capito quando ci siamo accorti che Ciona aveva compiuto quasi 30 anni e ci siamo resi conto che anche noi stavamo invecchiando. Battute a parte, Scat Plaza erano un progetto che funzionava, sbarazzino e sicuramente molto divertente da ascoltare per la sua semplicità, soprattutto durante i live. Sentivamo però che quel periodo era cambiato, volevamo dire alla gente delle cose che con il vecchio progetto non sarebbero state credibili. E’ stato quello il momento in cui abbiamo deciso di fondare gli AFFORDANCE.

Parlateci del vostro ultimo album SO POP ERA, quali sono le vostre ambizioni e cosa volete trasmettere al pubblico?

So Pop Era è un disco che potremmo sintetizzare con tre parole: “L’instabilità delle cose“. Viviamo un’epoca dove tutto cambia, dai lavori precari, alla vicinanza della fine degli studi e alla consapevolezza di un futuro incerto, ai rapporti con le persone che negli anni prendono direzioni diverse, gli amori finiti per scelte di vita diametralmente opposte. E’ un album che racchiude questo continuo senso d’incertezza, di non avere nulla tra le mani. Pensa a  “Tutto il mio tempo“, una delle canzoni dell’album, quando dice “si tratta di scegliere se sopravvivere al tempo o vivere selvaggio” ma anche “io e la contraddizione” dove questo individuo mette in discussione anche il suo nome, rendendosi l’emblema dell’incertezza.

C’è un brano del vostro ultimo album: ”Monotono” che rimanda molto a sonorità elettroniche e moderne, mescolate a un sound pop italiano che sembra quasi richiamare i Subsonica, vi siete ispirati un po’ a questo tipo di band negli anni? Si ammettiamo che i Subsonica ci hanno influenzato non poco. Monotono ha una musicalità molto differente dal resto del disco e siamo contenti del paragone che hai fatto, anche perchè i Subsonica sono un gruppo che stimiamo moltissimo.Mi ha colpito molto il testo di ”Invisibili Assenti”, volete parlacene?E’ un testo che riprende l’intera tematica, come già detto prima, della instabilità. “Alla deriva tra le scelte sono naufragato” è la frase che apre il testo. Siamo sempre sommersi da scelte e alle volte sembra quasi di affogarci. Invisibili Assenti, è la ricerca continua della strada più facile di ogni nostro percorso. Una strada che è difficile da trovare perchè “le cose semplici sono quelle più difficili, quelle facili difficilmente esistono”. Quando si parla di invisibilità c’è di mezzo la tecnologia, “Distratto molto spesso dagli oggetti che ci rendono invisibili e assenti”. Quindi è un po’ quello che noi Affordance viviamo probabilmente come molti della nostra età, un po’ distratti dalla tecnologia e alla ricerca della strada più facile.Con ”Labirinto” mi sembra di essere tornato a un tipo di sonorità Soul Funk anni ’70 ’80, quanti generi e sonorità vi hanno influenzato per poter ”partorire” il vostro album?

Ci piace molto che tu abbia detto “partorire”. So Pop Era è stato di per se un parto. Abbiamo dovuto unire più teste che portavano nello stesso calderone: Elettronica, Hip Hop, Funk e tante altre contaminazioni che è stato difficile far funzionare assieme. Inutile dirti che siamo cresciuti a pane e Funkadelic quindi non mi stupisce che tu ci senta certe contaminazioni.

Che tipo di strumenti avete utilizzato nell’album e generalmente nei vostri live?

A parte i soliti classici chitarra basso batteria tastiere e voci, abbiamo scelto di utilizzare un hammond leslie degli anni ’70 e una sezione di trombe e flicorni. Nel live passiamo da una formazione acustica chitarra voce a due elementi, fino alla band in elettrico a 4 elementi più fiati e seconda voce. E’ impensabile sicuramente ricalcare fedelmente il disco e per nostra volontà neanche vogliamo farlo essendo un disco molto d’ascolto. Nel live puntiamo molto all’impatto e al coinvolgimento con il pubblico, quindi il ri-arrangiamento è stato necessario.

Cos’è ”il ritmo della noia”? e questa salita che vi sembra infinita magari è una metafora della vostra scalata musicale? Quanto è dura in Italia fare musica e cercare di essere innovativi?

 

Vi è mai capitato di andare in quelle feste dove vi sentite fuori luogo e per non essere un completo disadattato vi mettete a ballare provando a seguire il ritmo? Il ritmo della noia lo abbiamo sempre immaginato cosi, perchè alle volte ci ritroviamo in luoghi dove non dovremmo essere e ci costringiamo a fare cose che non ci piacciono. La salita è la difficoltà di perseguire un obbiettivo. Sembra infinita proprio perchè per nostra natura, i nostri sbagli ci fanno cadere e quindi o ricominciamo o ci si arrende.Avete in programma un tour di promozione per SO POP ERA?
Il tour promozionale è cominciato nei primi di giugno e il nostro obbiettivo ora è girare quanto più possibile l’Italia per far conoscere l’album. Non siamo legati né ad agenzie né a booking, quindi è tutto molto più difficile, ma siamo come spugne e prendiamo in considerazione tutte le occasioni, specie quando si ricomincia da zero e devi cercare persone che ti ascoltano, come state facendo voi oggi.

Progetti futuri?
 
Non ci stiamo pensando ad essere onesti, causa live in corso. Sicuramente l’esperienza del disco ci è servita a capire cosa fare e cosa non fare per il futuro, saremo sicuramente più preparati mentalmente. Contiamo di rimetterci al lavoro per la produzione di qualche singolo non appena avremo perfezionato la situazione live.