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“Tempi Nuovi” – La famiglia moderna di C. Comencini

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Tempi Nuovi, una commedia godibile e ironica, un vero e proprio specchio della realtà, quella che è andata in scena martedì 27 marzo al Teatro Goldoni (Livorno) – con la regia di Cristina Comencini.

Il sipario si alza su un grande studio, circondato da librerie colme di volumi, una scrivania al centro dove poggia un computer portatile, un divano classico, una poltrona di design. E’ questo il luogo in cui si snodano le vicende della commedia. Già da questa semplice messa in scena viene subito evidenziata la forte contrapposizione tra antico/tradizionale e moderno/innovativo che fa da tematica protagonista di tutto lo spettacolo. I libri, la carta stampata, simbolo per eccellenza dello studio e della conoscenza si trovano in un costante faccia a faccia col mondo del web, i cui saperi sono condensati in codici immateriali. Il e impalpabili, così come il divano tre posti in pelle che scozza con la poltrona rifinita in un design contemporaneo. Un costante confronto tra il passato e un presente che guarda sempre più al futuro.

Tempi Nuovi, Ennio Fantastichini e Iaia Forte

Una contrapposizione che si estende anche ai protagonisti della commedia: uno stimato professore di storia – interpretato da Ennio Fantastichini – alle prese con le problematiche dei nuovi adepti alla tecnologia e una madre giornalista – Iaia Forte – che vuole stare al passo coi tempi e masticare il linguaggio della realtà 2.0, nonché dai loro due figli interpretati da Nicola Ravioli e Marina Occhionero.

Ci troviamo così di fronte a un costante gioco di confronto e contaminazioni tra le vecchie e le nuove generazioni. Quella dei genitori, che con un occhio cercano di conservare le tradizioni con le quali sono cresciuti e rimanerne fedeli – preferire la lettura di un bel libro, custodire album fotografici di famiglia – e con l’altro si sforzano di mantenersi giovani adattandosi alle tecnologie contemporanee, e quella dei figli, la generazione millenials, cresciuti fin da piccoli con i nuovi mezzi di comunicazione, abituati a sintetizzare i concetti ai minimi termini, che vivono la loro vita in maniera più leggera, aperti a ogni forma di rapporto e sessualità senza pregiudizi ne timori.

Sono tante allora le riflessioni che emergono, da questa prosa ben fatta e coinvolgente, sia per toni che per linguaggio parlato: è sempre conveniente stare al passo coi tempi, quando ci scambiamo mail chilometriche ma ci troviamo nell’ufficio accanto? Quando messaggiamo con chat ed emoji a discapito dei dialoghi vís a vís? Dobbiamo per forza rimanere ancorati alla visione della famiglia tradizionale, con un padre e una madre, anche quando due ragazze si amano e vogliono avere un figlio attraverso la banca del seme? Cosa conta di più, l’amore o il fatto di formare una coppia socialmente accettabile?

Le vecchie generazioni guardano al futuro con un bagaglio proveniente da un passato che ormai è lontano e non tornerà più, mentre per la generazione millenials è più facile adattarsi, quasi non devono farlo, è una semplice conseguenza che loro accolgono con semplicità, senza porsi troppe domande.

Tempi Nuovi, La famiglia

E allora, la mamma che cerca di stare al passo coi tempi e vuole essere il più tecnologica possibile, finisce fortemente toccata dal fatto che la figlia si sia dichiarata lesbica e che la compagna aspetti un bambino, mentre il padre, saldo e solido nelle sue vecchie abitudini e incapace di adattarsi alla tecnologia, prende con filosofia il cambiamento e le scelte di vita della figlia, trovando dei punti positivi. Anzi, a seguito di una operazione, subisce una sorta di “crisi di mezza età”. Studia i nuovi linguaggi del web, apre un blog sotto il nick name di ciclamino9 e diventa intollerante ai libri, o meglio “agli oggetti con le pagine” – così comincia a chiamarli. Ma, quasi a chiusura del sipario, il professore torna quello che era, grazie all’affetto del suo neonato nipote, a sottolineare come i legami siano importanti e fondamentali nella vita per stabilire chi siamo davvero.

Non solo, questo cambiamento/ritorno nella figura di Ennio Fantastichini fa emergere la risposta a tutti i quesiti e alle riflessioni che ruotano attorno alla commedia: è giusto conformarsi al mondo che cambia – sempre più velocemente – ma è importante farlo avendo una solida base di conoscenza alle spalle altrimenti

se tu sei troppo leggero, fai come il palloncino. Che fa il palloncino? Sale, sale, sale e poi..scompare!

 

 

Annalisa Castagnoli

con lo speciale contributo di Chiara Lo Re