Venerdì e Domenica “L’elisir d’amore” di Donizetti – Cast, trama e biglietti

La Redazione - 26 Ottobre 2018

SERIE B IL PUNTO. 9°GIORNATA: primo ko stagionale per il Pescara, bene Verona e Benevento, prima vittoria per il Livorno

La Redazione - 26 Ottobre 2018

Trashopoli 3: A scarpate, incessantemente continua la “Guerra di tutti contro tutti”

La Redazione - 26 Ottobre 2018
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Amici delle manine (👐) , siamo salvi, la scorsa settimana non c’è stato nessun complotto da parte del Capo dello Stato e dei burocrati (non eletti) di Palazzo Chigi, il condono ci sarà! Nuntio vobis gaudium magnum, la manovra del popolo è stata presentata, anche se è stata già respinta dalla Commissione Europea… Lo spread pertanto continua a salire, ma nonostante i mercati (che “vogliono bene all’Italia”) il trash anche questa settimana non è andato in vacanza: se c’è un europarlamentare che usa la suola delle proprie scarpe per calpestare in conferenza stampa il discorso del Commissario Moscovici, si trova anche  Toti, il coraggioso ribelle, che vuole rifondare Forza Italia, insieme a un Minniti ancora indeciso se candidarsi o meno. I dubbi esistenziali continuano ad aumentare, ma quel che è certo è che state per leggere il peggio della settimana appena trascorsa!

Libero 24 ottobre

★★★ La giustizia che colpisce i giustizialisti: Nella lunga epoca del giustizialismo mediatico, in cui fanno notizia solo le accuse di reato e la condanna dei giornali giunge prima delle decisioni dell’autorità giudiziaria, capita, talvolta, che chi tanto facilmente intende spacciare un avviso di garanzia per colpevolezza, poi si ritrovi a dover pagare per quanto ha scritto. È quanto successo per l’appunto a Marco Travaglio.
Tiziano Renzi ha vinto la causa civile per diffamazione intentata nei confronti del Fatto Quotidiano. A dirlo è il figlio Matteo: “Oggi è arrivata la prima decisione su una (lunga) serie di azioni civili intentate da mio padre, Tiziano Renzi, nei confronti di Marco Travaglio e del Fatto Quotidiano. La prima sentenza vede la condanna del direttore Travaglio, di una sua giornalista e della società editoriale per una cifra di 95.000 euro. Niente potrà ripagare l’enorme mole di fango buttata addosso alla mia famiglia, a mio padre, alla sua salute. Una campagna di odio senza precedenti. Ma qualcuno inizia a pagare almeno i danni”.
Il Direttore del Fatto replica: “Noi abbiamo scritto la verità, i giudici civili ci hanno dato torto. Ricorreremo in appello e cercheremo di farci ridare questi soldi. Se le balle, poi, fossero reato, Renzi sarebbe all’ergastolo, quindi starei tranquillo al posto suo. Noi balle non le abbiamo mai raccontate”. Frattanto, però, la giustizia dei tribunali e non delle prime pagine di giornali politico-scandalistici, costantemente affannati nello sforzo di vender copie gettando fango sui propri avversari, ha emesso la sua prima severa sentenza.

Corriere della Sera 24 ottobre

★★★★★ Cioccáta, cosa si fa quando ci puzzano i piedi a Brussels 

A Roma si è sparsa la voce: “È partita la rubrica del trash su Uninfonews, è troppo ganza, dobbiamo cavalcare l’onda…”
Pare che l’idea sia stata del social guru Luca Morisi, appoggiata da Salvini, che a sua volta ha incaricato l’eurodeputato Angelo Ciocca di fare questa sceneggiata: calpestare gli appunti del commissario europeo Pierre Moscovici.Maneggia la scarpa come fosse uno stampo, la fa vedere alle telecamere e poi timbra il documento. Un gesto pieno di arroganza, disprezzo, delegittimazione di un avversario politico che in teoria dovrebbe essere un interlocutore. Un comportamento che vorrebbe essere fascista.

Vorrebbe appunto, ma si vede subito che, il Ciocca, più che le camicie nere ricorda il ragionier Filini. Un gesto talmente goffo da confondere pure Moscovici.

Solo così si può spiegare il fatto che il francese non gli abbia tirato il collo: cerchi di essere più lucido la prossima volta.A volte la realtà supera la fantasia e mai ci saremmo sognati di commentare una notizia che può definire la nostra rubrica. Cioccáta: comportamento fascistoide effettuato in maniera goffa e ridicola che sfocia nel trash.

 

★★★ AAA Condoni cercasi – La luna di miele del governo giallo-verde sembra si sia conclusa bruscamente, tant’è che si è rischiato il divorzio.
La misteriosa modifica sulla pace fiscale che la rendeva a tutti gli effetti un condono è stato il motivo di questo litigio. Un litigio che avrebbe portato a una spaccamento di una relazione sarebbe dovuta durare – secondo i due vicepremier amanti – per ben 5 anni.
E chi ne avrebbe pagato le conseguenze sarebbero stati gli italiani, nuovamente senza un governo.
La parte 5stelle una volta scoperto l’inserimento furfante, ha subito reso chiaro – per sollievo dei propri elettori – che mai avrebbe votato uno scudo fiscale per i grandi evasori.
Ma il 24 ottobre 2018, il Fatto Quotidiano riporta la notizia che la pace fiscale è passata, ma il condono è rimasto, seppur in forma ridotta.
In più è passata la legge sul voto di scambio: 15 anni per i politici corrotti. “Finalmente!” Esulterà qualcuno, ma c’è la fregatura: vale solo per quei politici che sapevano che i voti che aveva preso, erano voti mafiosi.
Due notizie del genere sono un bel colpo che può lasciare confusi – e anche irritati – per chi credeva che questo fosse il governo del cambiamento.
Attendiamo eventuali chiarimenti e nuovi sviluppi.

Il Tempo – 21 ottobre 2018

★★★★★ – Ma a chi interessa Minniti? L’attesa di Minniti è più o meno come un “mi ama – non mi ama”, il classico gioco che ciascuno di noi faceva quando era piccolo. Minniti è uguale, ogni giorno si chiede: verrei votato o meno come Segretario del partito? Mi converrebbe o meno passare come renziano? Cosa farei dopo la mia segreteria? E se poi Renzi volesse nuovamente candidarsi a segretario?
Tutte domande a cui ogni giorno non riesce a darsi una risposta, mentre i Nardella di turno lo invocano come nuovo Segretario. Il solito spettacolo indecoroso del Partito Democratico. Ma Minniti per inseguire Salvini è ciò che serve al Pd? E soprattutto, chi conosce e chi se ne frega di Minniti?

Corriere 26 ottobre 2018

★★★ Toti il Che di Forza Italia: In seguito al crollo del ponte Morandi è tornato nuovamente in auge Giovanni Toti, l’ex delfino di Berlusconi e l’ideatore della coalizione di Centrodestra. Negli scorsi mesi si è scontrato con il Ministrissimo Danilo Toninelli, ma adesso ha cambiato il suo nemico: l’establishment di Forza Italia. Il rivoluzionario ligure è convinto che Forza Italia sia destinato a scomparire e nel dubbio ha lanciato una nuova moda, attaccare tutti i suoi colleghi di partito dicendo che loro stessi siano dei parassiti di Berlusconi. La sua lotta ogni giorno fa delle nuove vittime, tra cui i capigruppo in Parlamento degli Azzurri, che nel frattempo non si accorgono della nascita di una nuova corrente interna: “Forza Salvini”. Quanto durerà allora ancora Forza Italia?

 

Ed anche per questa settimana è tutto, cosa accadrà nei prossimi giorni tra l’Italia e l’Unione Europea? Di sicuro il trash non mancherà!


 

Hanno contribuito alla stesura dell’articolo Lamberto Frontera, Giovanni Sofia, Paolo Barontini e Paolo Gambacciani