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La Redazione - 7 Dic 2018

Goldoni: domenica il concerto “Messiah di Händel”, con Ars Cantica e Marco Berrini

La Redazione - 7 Dic 2018

Trashopoli 8: “una botta” di vita a Montecitorio, la nuova frontiera della politica italiana

La Redazione - 7 Dic 2018
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Amici del Trash, dopo una settimana di pausa, we’re back! In questi giorni si sta consumando l’ennesima scissione interna al Partito Democratico: Minniti rinuncia alla corsa da segretario, Emiliano lascia il Pd e Renzi a gennaio lancerà il suo nuovo movimento. Tutto è confuso nel centrosinistra, ma nel dubbio, decidendo di voler provare l’ebrezza di portare il Pd alle percentuali di Leu, Salvini ne approfitta e  questo weekend si appresta a fare il pienone in Piazza del Popolo a Roma. Se al Nazarano si sta già preparando la camera ardente per quel che fu e non è mai stato il Partito Democratico, a Montecitorio sono innumerevoli i litigi Lega-M5s (l’ultimo è sulla tassa sulle utilitarie), ma attraverso un sano rapporto sessuale nei bagni di Montecitorio tra un deputato della Lega ed una dei 5 Stelle tutto sembra passato. “Meglio che tr***ino che facciano i disastri” ha detto l’ex capogruppo Dem Ettore Rosato, ma nonostante questo, la filosofia del “fate l’amore e non la guerra” non è stata abbracciata da Oliviero Toscani e da Giorgia Meloni, che si sono pesantemente insultati, ma neppure da Pamela Anderson che ha disapprovato l’operato della Lega polemizzando contro l’ultima campagna social Salviniana.

Gli spunti non sono mancati, benvenuti al meglio del peggio della politica italiana con Trashopoli 8: “una botta” di vita a Montecitorio, la nuova frontiera della politica italiana. 

Corriere della Sera, 7 dicembre 2018

★ – Minniti vs Minniti: un partito allo sfascio: Il Partito Democratico continua a far parlare di se, ovviamente per quello che fa di sbagliato. La situazione è ai limiti del paradossale, il tutto è diventato un dialogo introspettivo nel quale Minniti voleva fare il renziano, ma non fino in fondo. I voti della corrente di Matteo Renzi servivano, ma non poteva farsi troppo vedere vicino all’ex premier, ma neppure rinnegare il suo passato di destra da Ministro dell’Interno. Quindi che fare? Andare da uno psichiatra e farsi consigliare una cura per il suo bipolarismo, comprare una terza “botte” in maniera tale da fare un triplice gioco al ribasso, o lasciare baracca e burattini? Naturalmente la terza, Renzi si è spazientito per queste accuse e non si è ancora capito bene se vorrà fare una nuova “cosa” renziana stimata intorno tra il 5 e il 10% o meno. Ci immaginiamo i pejones parlamentari o meno renziani disorientati da queste manovrette politiche, chiedendoci: che faranno? Seguiranno Matteo (magari cambiando per la terza volta il proprio partito in 6 anni) o resteranno al Nazarano vicini alla camera ardente del Pd.

Libero, 5 dicembre 2018

★ – Novosibirsk, sola andata: “Ritardata, brutta e volgare” sono sicuramente le parole che ogni iscritto al PD voleva sentir dire dal compagno di partito Oliviero Toscani, iscrittosi qualche mese fa; già perché giudicare una donna per la sua bellezza, o la mancanza di essa, e riferirsi ai disabili per insultare sono azioni che fanno di lui un sincero democratico, votato all’uguaglianza e al rispetto del prossimo e delle sue idee.
Impossibile non essere solidali con Giorgia Meloni in quanto donna, eppure anche stavolta Giorgia ci ricorda quali siano le sue idee politiche. Tralasciamo l’espressione “radical chic” usata come offesa, passiamo direttamente alle “svariate forme di razzismo” cui la leader di Fratelli d’Italia fa riferimento: “contro le donne” e contro “chi soffre di disturbi psichici”. Tutto vero Giorgia, nessuna donna deve render conto del suo aspetto fisico -anche se tu ci tieni particolarmente (ricordate i manifesti elettorali della Meloni super photoshoppata?)-, ma come mai di razzismo parli solo in queste circostanze? Quando è rivolto a persone di altre ‘razze’ non conta, vero?
A ciò si è aggiunta stamane anche Alessandra Mussolini, la quale, sul quotidiano La verità, ha rincarato la dose dicendo che Oliviero Toscani andrebbe “bannato dall’Italia”. Niente da fare, anche stavolta verrebbe da dire che un biglietto di sola andata per la Siberia non si negherebbe a nessuno.

Corriere della Sera, 5 dicembre 2018

★★ – Emiliano abbandona la tessera ma non il PD: Michele Emiliano non rinnoverà la tessera del PD. A darne il triste annuncio è lo stesso Presidente della Regione Puglia. Da un paio d’anni a questa parte, infatti, il Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto indagini nei suoi riguardi perché protagonista attivo e continuo in un partito politico (si, benché non prenda una decisione politica da ere geologiche, il PD è ancora considerato un partito politico), in violazione all’art. 98 Cost. che sancisce le limitazioni di iscrizione dei magistrati nei partiti politici (e si, per chi se ne fosse scordato, Emiliano è un magistrato, seppur in aspettativa da 12 anni per mandato elettorale). L’esponente di Fronte Democratico, ovvero una delle innumerevoli correnti interne al PD, si era anche rivolto alla Corte Costituzionale riguardo ad un’eventuale illegittimità della legge. Ma la Consulta non gli ha dato ragione. Così è arrivato il passo indietro di Emiliano che però potrebbe non bastare a fermare il procedimento avviato dal Csm. Infatti, si paventano le ipotesi di ammonimento, di perdita di anzianità, di sospensione, di destituzione o di isolamento forzato insieme al suo arcinemico Carlo Calenda. È senz’altro la possibilità di quest’ultima sanzione ad aver spinto Emiliano a giocare la carta del passo indietro. La questione Ilva ha fatto sempre schizzare la tensione fra loro alle stelle. E a proposito di stelle, da quando Calenda è entrato nel PD, il dialogo con i grillini è stato un ulteriore campo di scontro. Dopo inviti reciproci a sloggiare dal partito manco fosse di loro proprietà, adesso questa possibilità si fa concreta. Infatti, l’ex Ministro dello Sviluppo Economico, sotto i governi Renzi e Gentiloni, non ha mancato di esprimere il proprio dispiacere tramite cinguettio.

Il commento dell’euforico Carlo Calenda

Mai come in questo caso sembra provvidenziale parlare di fake news. Ci dispiace deludere il buon Calenda, che già si stava sfregando le mani come se Emiliano (e non Renzi) fosse il vero problema del partito. Infatti, l’ex Sindaco di Bari non ha alcuna intenzione di abbandonare il PD. Al contrario ha affermato che continuerà a partecipare alla quotidianità politica del PD e, soprattutto, che si ricandiderà alla Presidenza della Regione Puglia. L’Emiliano Nazionale rilancia addirittura proponendo una fantomatica alleanza trans-partitica contro i populisti che si fondi sui valori del Papa, sulla tutela ambientale e sui temi sociali. La confusione che si intravede nelle parole di Emiliano è sicuramente una tattica per confondere Calenda. E a giudicare dai suoi ultimi tweet, ci sta riuscendo parecchio bene…

Un primo calenda furens…

Un secondo Calenda scoraggiato…

In ogni caso in casa PD la diatriba Emiliano-Calenda sembra destinata a continuare, perché in fondo per litigare non c’è bisogno di una tessera, ma solo di un ring in grado di ospitare le scazzottate dei due. Questo ring è il PD. E se entrambi hanno dimostrato di saper incassare benissimo i colpi dell’avversario, contrattaccando di conseguenza, a rimetterci sembra essere proprio il PD che fra renziani e anti-renziani, correnti e scissioni, dovrà continuare a sopportare ancora questo titanico conflitto. Alla fine che Emiliano non se ne vada per davvero sembra un’occasione persa non solo per Calenda, ma per lo stesso PD. Il ring inizia a essere troppo affollato e un po’ di spazio forse avrebbe fatto comodo.

Il Tempo, 6 dicembre 2018

★★★★ – “Gialloverdi a luci rosse”

Finalmente qualcosa si muove a Montecitorio.
Mentre le promesse elettorati vengono smontate pezzo dopo pezzo ogni giorno, il governo ha fatto pace con l’Europa, accettando nelle segrete stanze di diminuire il rapporto deficit/pil, avendo in cambio il blocco della procedura di infrazione.
Niente guerra all’Europa, niente fuoco e fiamme.

Ci pensano due parlamentari, lui lega, lei m5s, a rompere la noia della politica: beccati a fare sesso in un bagno del parlamento.

L’identità è tenuta in stretto riserbo, ma già circola virale un’intercettazione fra il leghista ed un suo amico.

“Uè ciccio!”
“Bella zio! Come butta?”
“Missione compiuta, bandierina piantata!”
“Non ci credo, racconta, com’è andata?”
“Figa ero lá in aula (di lui si sa che è della Lega, quindi presumibilmente del nord), due palle così che il relatore era tre ore che parlava, manco ci fosse una votazione, allora gli ho mandato un paio di vocali”
“E lei?”
“Nulla, mi guarda, io gli faccio cenno di andare e scendo. Matteo mi ha guardato male, ma quando poi…”
“Si chi se ne frega di Salvini! Me lo dici dopo! Parli sempre di lui negli ultimi tempi, pensavamo fossi diventato frocio…”
“Frocio un par di palle! Appena siamo entrati in bagno l’ho attaccata al muro e le ho grattato le tonsille con la lingua, e poi giù per un’ora buona, come se non ci fosse un domani, fino a quando quel pirla del Pd non é entrato tutto scandalizzato a romperci i maroni…”
“Chi era?”
“Quel bigotto di Casini, io speravo fosse la Boschi almeno threesome e via…”
“Eh si, ora non ti montare la testa!”
“Uè zio, se mi chiamavano il bomber di lambrate sul naviglio, un motivo ci sarà ?!”
“Si vabbè, piuttosto, per noi? Per i tuoi amici? Un po’ di figa c’è?”
“Mah, senti, la Castelli è il sogno proibito di tutti, ma è irraggiungibile, forse solo Matteo potrebbe, ora che è single….”
“Aridaje con sto Matteo”
“No vabbè, per dire, a parte la Castelli c’è la Grillo che sa di milf e forse basta insistere un po’, anche se ho paura che non sia vaccinata, poi c’è la Taverna che gli piace legarti e la Carfagna che però non ci considera…
Se vuoi la Pezzopane è libera e in caccia”
“No mammamia, meglio un uomo”
“Ahh per quello c’è l’imbarazzo della scelta, basta chiedere….”
“Ahahahah, dai scherzi a parte, insomma, che ti ha detto Salvini?”
“Nulla, sono andato da lui per chiedere scusa, gli ho raccontato com’è andata mi ha dato il 5 e mi ha detto -bravo! hai fatto bene! nella lega abbiamo bisogno di veri uomini come te! la prossima volta, però, fottila per bene ma senza che gli altri se ne accorgano…
…fai come faccio io, tutti i giorni con Giggino…“

★★★★★ – “Niente Baywatch alla Lega in Piazza del Popolo ”Anche Pamela Anderson non ci sarà. Il tormentone sulla partecipazione (oppure no) alla Manifestazione di Piazza Del Popolo organizzata dalla Lega è ormai diventata un trend della settimana. Anche la famosa bagnina di “Baywatch” è voluta entrare a gamba tesa nelle vicende italiane con alcuni tweet come: “L’Italia è un paese meraviglioso…ma sono molto preoccupata dalle tendenze che mi ricordano gli anni 30’” ed anche “Le misure anti-immigrazione appena approvate scivolano verso una nuova forma di fascismo”. La Anderson si è così ritrovata nella bacheca più famosa d’Italia, ovvero quella del Ministro Salvini dove lo stesso postava una foto risalente proprio a Baywatch con la scritta “Lei non ci sarà”. Un simpatico, ma allo stesso tempo triste scambio. Infatti, Salvini ha così tanto tempo per star dietro alle dichiarazioni di Pam? E poi cosa ne penserà delle sue parole? Ai posteri l’ardua sentenza, fatto sta che l’operato al Ministero dell’Interno di Salvini arriva anche oltreoceano.


Hanno contribuito alla scrittura dell’articolo Paolo Gambacciani, Luigi Marri, Rodolfo Ortolani, Giovanni Sofia e Dario Baldi