14 Agosto 2020

Il Covid è stato una tragedia per tanti, ha tolto vite, chiuso aziende e limitato la libertà di tutti.

Ma oltre a questo, oltre a ciò che leggiamo e vediamo tutti i giorni alla tv, ci sono anche tante piccole, grandi storie, da raccontare.


Oggi parliamo dei Wanna Rock Studios, sala prove e studio di registrazione con sede a Stagno.

Alessandro Bernini, studente dell’accademia Lizard e di cornamusa e socio dello studio, ci ha raccontato come hanno vissuto la crisi e come la stanno superando. Di seguito, vi proponiamo la sua testimonianza.

Buona lettura.

 

“Tra le tante attività che il Covid ha messo in difficoltà ci sono anche le associazioni culturali.

Dallo spettacolo, allo sport, passando per la musica. Ed è proprio nel mondo di quest’ultima che noi dei Wanna Rock Studios cerchiamo di districarci.

Quando vedemmo che la situazione peggiorò, a inizio Marzo, decidemmo in comune accordo di chiudere la nostra sede di Stagno. Una decisione del genere, che di lì a poco divenne obbligatoria, ha creato una reazione a catena che ci ha ovviamente scombussolati.


Perché non si è trattato solo di stoppare le sale prove e non dare più un “rifugio” alle nostre band affezionate, ma si sono fermati anche i progetti di tanti musicisti che si rivolgono a noi per l’incisione dei loro album e con loro anche gli altri corsi che proponiamo, come quello di regia e anche il nostro fiore all’occhiello che è il corso di cornamusa.

Senza contare che dalla mattina alle prime ore serali, nelle nostre sale diamo spazio ai corsi dell’accademia musicale Lizard, che ha sedi in tutto il mondo, e siamo anche il quartier generale della

Vexillium
I Vexillium: Michele Gasparri (chitarra e backing vocalist), Francesco Caprina (chitarra), Dario Vallesi (voce e backing vocalist), Francesco Saverio Ferraro (basso) e Efisio Pregio (batteria)

band folk metal Vexillum, famosa a livello internazionale, i cui componenti sono anche membri attivi degli studios; insomma, un blackout totale che ci ha fatto passare tante notti insonni.

Le preoccupazioni però, andavano aldilà del mero discorso economico; i Wanna Rock Studios esistono per un motivo preciso; siamo nati e cresciuti con la musica, e questa la riteniamo vita; ci basiamo sulle sensazioni che essa può tirar fuori dal singolo o da un gruppo di persone che decide di suonare insieme. Tra le nostre mura vigono cose come l’aggregazione e la condivisione; ed essendo, queste ultime venute a mancare e giustamente proibite per un problema che ha colpito noi tutti, si è venuta a creare una frattura ancora più significativa nella vite delle persone che frequentano la nostra struttura; i nostri musicisti, gli affezionati e gli amici, riuscivano a staccare la mente una volta salite le nostre scale, lasciavano fuori dalla porta le loro tribolazioni quotidiane; cose come l’ora di lezione, le prove settimanali, l’incisione di un disco, erano e sono per noi tutti un momento di libertà, di realizzazione personale e soddisfazione; mancando tutto questo è venuto a mancare un pezzo di vita, ci siamo sentiti vuoti nel non poter dare più queste possibilità agli altri.

Alessandro Bernini
Alessandro Bernini mentre suona la cornamusa

Dopo tre mesi circa però, abbiamo riaperto; vi lasciamo immaginare come fosse (e per certi versi com’è tuttora) la situazione. Ma non ci siamo persi d’animo, e siamo partiti subito all’attacco prendendo il lockdown e questa brutta situazione come un ripartire da zero.

Prima di tutto abbiamo messo in sicurezza le sale e la struttura in generale, tra copriscarpe, gel, distanze di sicurezza e autocertificazioni da firmare; subito dopo abbiamo riabbracciato i nostri soci, che anche durante la pandemia, comunque, hanno organizzato video chiamate di gruppo, post e gruppi whatsapp per sentirsi e farci sentire meno soli; qualche intrepido ha continuato, per quanto possibile, a seguire i nostri corsi tramite video chiamate e tutto ciò ci ha spinto a non mollare, anche nel periodo più buio.

Negli ultimi giorni abbiamo fatto diverse riunioni con tutti i nostri dirigenti per buttare giù una strategia di rilancio; al momento, ad esempio, stiamo rinnovando le insegne e gli interni della struttura, stiamo organizzando dei vantaggi per i soci e anche per chi vorrà iniziare dal principio con noi; stiamo anche buttando giù una campagna GoFundMe che inizierà speriamo a breve ma, soprattutto, contiamo di riavere al più presto con noi tutte le persone che ci hanno sempre dato fiducia.

Finché non suona la campana, i Wanna Rock Studios lotteranno per dare una casa ai musicisti livornesi e toscani.

Alessandro Bernini”

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