21 Ottobre 2020

NUOVO GOVERNO A PALAZZO CHIGIChi non si ricorda il gioco “m’ama o non m’ama”, che si faceva con i petali delle margherite? Io me lo ricordo. Il gioco consisteva nell’alternare le due parole ogni volta che strappavi un petalo fino ad arrivare all’ultimo petalo, quando, ahimè!, sapevi il responso. Ecco, una cosa analoga sta accadendo ad Enrico Letta ed al suo mitico
governo delle “larghe intese”. Restando nella metafora del gioco, si puo’ affermare che il bambino che gioca con le margherite sia Enrico Letta, mentre i vari amanti siano tutti i deputati e senatori del PDL, più, naturalmente, Silvio Berlusconi. Da quasi un mese, si parla infatti di solo una cosa: Silvio Berlusconi. I problemi dell’Italia non esistano più … L’unico problema è la salvezza del ‘condannato’ Berlusconi. Così, ogni giorno, arrivano le frettolose dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa. Se siamo in un giorno fortunato, si puo’ sentire e provare sulla nostra pelle la schizofrenia del PD e del PDL, a causa delle numerose dichiarazioni che vanno in palese contraddittorio rispetto alla linea generale dei vari capo gruppi della Camera e del Senato. Ma, mentre la conclusione di ‘questa novella’ la sapremo il 9 Settembre 2013 – quando si riunirà la Giunta delle Elezioni del Senato – è interessante notare le dichiarazioni di Enrico Letta: uno spasso! Enrico Letta è l’unico, infatti, che riesce a vedere la “terra promessa dell’uscita della crisi”, mentre siamo ancora nel pieno deserto. Per Lui, è “a portata di mano”; i dati invece lo smentiscono clamorosamente: non vi è nessun dato favorevole e, tanto per fare un esempio, il nostro debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche è pari al 400% del Pil (circa 6 mila miliardi). Un dato ‘certamente’ incoraggiante … Comunque, gli ultimi giorni del titanic-governo Letta sono davvero spettacolari: ogni giorno, Letta e Giorgio Napolitano se ne inventano una per far credere agli Italiani che, senza di loro, esploderebbe l’Italia. Come un disco musicale inceppato che ripete sempre i suoi 5 secondi di canzone, Enrico Letta ogni giorno ripete i suoi 5 secondi di discorsi populisti e, sempre come un disco inceppato, cerca di compiere delle azioni-visite per far aumentare la popolarità al suo mandato, come l’ultima visita in Afghanistan. Che dire? Fra poco sarà il 9 Settembre e questi discorsi che vanno avanti da quasi un mese finiranno. Con un nuovo governo ci si potrà così concentrare sui problemi dell’Italia?

Paolo Gambacciani
@paologamba10


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Paolo Gambacciani

Studente appassionato di politica, arte, teatro, cinema e tennis. Sono laureato in Comunicazione presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università 'Cesare Alfieri' di Firenze e collaboro con uninfonews dalla sua fondazione; sono fortemente convinto ed a favore del progetto editoriale del giornale online. Vicepresidente e socio di Uni Info News.

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4 thoughts on “Cade o non cade il Governo Letta? Un’ultima analisi sulla “terra promessa” vista da E. Letta.

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