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Captain America: Civil War – Recensione

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Civil War rappresenta sicuramente uno tra gli eventi cinematografici, insieme a Batman vs Superman, più attesi dell’anno da tutti gli appassionati di cinecomics.

Il film riprende le vicende narrate dall’omonima mini serie di Millar e McNiven uscita nel 2006 e rappresenta proprio per il tema trattato una tra le saghe che più ha coinvolto i fan della Marvel. I fratelli Russo attingono la storia da questa saga ma ne prendono anche le distanze creando un prodotto senza dubbio davvero originale e interessante.Civil_War_Final_Poster_-_Textless

La sinossi del film in sintesi è la seguente. Tutti amiamo gli Avengers ma quando intervengono, anche se per salvare il pianeta come contro Loki o Ultron, trasformano il campo di battaglia in una strage causando inevitabilmente la morte di migliaia di cittadini innocenti. Al verificarsi dell’ennesima tragedia in molti insorgono contro i supereroi ed il governo è così costretto ad intervenire. La gente non si sente più protetta dai supereroi bensì minacciata dai loro grandi poteri. L’unico compromesso (il cosiddetto trattato di Sokovia) è la registrazione dei supereroi affinché l’Onu possa controllarli e deliberare loro ogni qual volta sia necessario intervenire anziché siano loro a godere di piena ed indiscussa indipendenza. Tony Stark (Iron Man), sentendo su di sé il peso di tutte quelle vittime innocenti, si fa portavoce tra gli Avengers di questa soluzione per poter continuare a svolgere il loro lavoro di supereroi. Però non tutti condividono il contenuto del trattato, Capitan America infatti, vuole restare (forse fin troppo) fedele ai suoi ideali e si sente minacciato da questa costrizione. Questo spaccamento porterà all’inevitabile conflitto e, quindi, di qui il nome, guerra civile tra supereroi.

Civil War mostra subito un’evidente originalità in virtù della riflessione che ruota attorno ai supereroi, con uno sguardo lontano dai  film, sotto il profilo della trama, forse fin troppo uguali che questo genere ci ha abituato a vedere. Non è più solo bene contro male ma un’analisi realistica, disincantata e tremendamente dura su tutto ciò che rappresenta il concetto di supereroe. Originale soprattutto perché mai come adesso in un cinecomics c’era stata una così importante ed approfondita introspezione dei vari 4961239-9308875636-L2GI2personaggi. Anche gli eroi che spesso appaiono senza macchia e sempre decisi esitano, sono dubbiosi e irrequieti di fronte al trattato, non sanno che fare e non sanno se si sono schierati dalla parte giusta. Proprio come semplici esseri umani.

Civil War apre un capitolo nuovo nell’universo Marvel, un capitolo che poi porterà al grande e attesissimo finale, già annunciato, di Infinity War. Difatti questo, più che un seguito della saga di Capitan America si atteggia come un Avengers 3 per la vastità di supereroi coinvolti nella storia. Sicuramente uno dei pregi più importanti di questo film è che nonostante ci siano degli eroi minori o che semplicemente compaiono meno, nessuno di loro resta mai trascurato sullo sfondo. La vera impresa dei fratelli Russo è stata proprio quella di dare la giusta passerella a tutti gli eroi, tutti con un loro approfondimento psicologico e nessuno si riduce ad essere una semplice comparsa. Ma due su tutte sono state le grandissime sorprese:  la prima Spiderman e la seconda Black Panther. Partendo da quest’ultimo, è un personaggio che si presenta in maniera enigmatica ma che riesce a conquistare il pubblico anche grazie alla maturazione che subisce l’eroe stesso durante l’arco narrativo del film. Dulcis in fundo tutti aspettavano il grande ritorno di Spiderman, e così è stato. Forse mi ha un po’ sconvolto vederlo così giovane e acerbo, captain-america-civil-war-spider-man-shield-officialsoprattutto con una zia May  impersonata da Marisa Tomei ma Spidey è stata forse quella cosa che più tra tutte ha dato una marcia in più al film, un vero regalo per tutti i fan. Tom Holland si cala benissimo nel personaggio e probabilmente, già secondo molti, darà vita al miglior Spiderman che si sia mai visto al cinema. Compare giusto per una mezz’oretta ma incanta il pubblico con la sua simpatica parlantina, le battute e le sue acrobazie fluidissime complici degli effetti davvero speciali. Per la prima volta uno Spiderman davvero fedele al fumetto, grazie Marvel!

Tra le cose positive non possono che essere citate anche gli emozionanti scontri tra supereroi che questo Civil War ci regala. La prima da menzionare è forse la più nota, quella che compare anche nei trailer, ovvero quella ambientata all’aeroporto. In questa schermaglia hanno modo di lottare in un avvincente duello tutti i supereroi, ma non è certo la sola. Sorprendente e degno di nota è stato anche lo scontro / inseguimento nella galleria in cui Black Panther ha dato prova di sé. Per ultima ma non certo meno importante, lo scontro finale; una vera battaglia cruenta, spietata e senza esclusione di colpi. Probabilmente una delle scene più intense mai viste nell’universo Marvel.

Chiudendo i pregi del film è quasi d’obbligo spendere due parole riguardo il confronto inevitabile con il film della DC Comics. Quest’ultimo è stato bersaglio della critica ma al di là di tutto, della trama e dei personaggi è stato il diverso modus operandi che ha consegnato la vittoria, senza dubbio, a questo Civil War. Mentre la Marvel ormai da 8 anni è riuscita ad edificare un complesso Black-Panther-Captain-America-Civil-Waruniverso fumettistico con solide fondamenta reso possibile dall’uscita di tutti questi film, dall’altra la fretta di voler recuperare e l’ambizione hanno inevitabilmente tradito la DC.

Passando invece alle cose che hanno convinto meno, in molti hanno lamentato la mancanza di un vero e proprio villain. Villain che in effetti c’è ma è una presenza eterea, resta sullo sfondo limitandosi ad apparire come un losco marionettista. Quest’ultimo infatti, impersonato da Daniel Bruhl, architetta un piano non proprio a prova di bomba e piuttosto rocambolesco per riuscire a sconfiggere gli Avengers dall’interno. Piano che in effetti non rappresenta la cosa più riuscita di questo film. Un’altra delle cose che forse hanno appesantito il film è stata l’eccessiva presenza di Winter Soldier, un personaggio sempre uguale a se stesso e che a tratti rischia di annoiare lo spettatore.

Inoltre in Civil War assistiamo ad una sorta di ribaltamento di situazioni soprattutto sotto il punto di vista della personalità dei personaggi, due su tutti, i protagonisti di questo film: Tony Stark e Steve Rogers. Mentre Tony è stato sempre dipinto come un ribelle, sregolato, che non sottostà alle regole e spesso come una “prima donna” rispetto agli altri Avengers, stavolta invece appare più sfaccettato, appesantito da tutti questi anni di lotte, stanco e più responsabile. Un ritratto interessante reso possibile da un Robert Downey Jr che ha realizzato la sua miglior captain-america-civilwar-recensioni03performance di Iron Man. Dall’altra invece, l’eroe senza macchia e senza paura resta troppo rigido nell’essere fedele ai suoi ideali e senza accettare mai alcun tipo di compromesso finisce invece per essere quasi lui quello senza buon senso dimostrando anche una crudeltà probabilmente fuori luogo per il Capitan America che abbiamo sempre visto sul grande schermo.

Magari per molti questo sarà cinema di serie B ma resta sicuramente una perla nel suo genere.

Perché schierarsi con Iron Man: Tony sente su di sé il peso di tutti quegli innocenti che, coinvolti nei nefasti eventi di New York e Sokovia, hanno purtroppo perso la vita. Adesso servono regole, è intollerabile che si continui con questa strada. Molti dei supereroi rappresentano delle serissime minacce in virtù dei loro enormi poteri e l’uso di tali poteri deve incontrare delle regole. Il compromesso è accettabile, non contiene nulla di trascendentale ed è l’unica via per far sì che gli marvel-cinematic-universe-american-iron-manAvengers restino in vita. E come loro, migliaia di altre anime innocenti. E’ tempo che anche i supereroi si prendano le proprie responsabilità.

Perché schierarsi con Capita America: il trattato di Sokovia è un prezzo troppo alto da pagare, sicuramente i cittadini devono sentirsi più al sicuro ma la registrazione imposta ai supereroi ricorda tempi cupi. Inoltre col trattato l’uso degli Avengers spetterebbe ad un consiglio costituito da politici, che, se corrotti o semplicemente a caccia di discutibili vantaggi personali potrebbero usare il team per scopi del tutto opposti al senso di giustizia proprio dei vendicatori. Gli Avengers, per questo motivo, rappresentano una forza troppo grande per essere consegnata nelle mani dei politici ed è un pericolo da evitare assolutamente.

E voi da che parte state? Team Iron Man o Team Cap?

Alessio Nicolosi