1 Giugno 2020

In questi giorni, approfittando della reclusione, ho guardato Carnival Row, una serie che da diversi mesi è disponibile su Amazon Prime Video.

Carnival Row è una serie fantasy noir ambientata in un mondo immaginario (ispirato alla Londra Vittoriana) dove gli umani convivono con altre creature leggendarie e che vede tra i propri protagonisti Orlando Bloom, un tormentato ispettore di polizia, e Cara Delevingne, una fata ribelle.


Prima di procedere oltre però devo essere sincero, inizialmente Carnival Row non mi aveva preso particolarmente. Ma si sa, la regola numero 1 degli appassionati di serie tv dice testualmente “Non giudicare mai una serie dal primo episodio”. E così ho fatto e sono andato avanti.

La premessa della serie è sicuramente intrigante e la città di Borgue, dove convivono umani e molte altre specie, è senza dubbio affascinante. Ma più che convivono sarebbe più corretto dire, una città dove gli umani tollerano la presenza di creature fantastiche. Infatti fate, fauni, centauri sono perlopiù impiegati dagli umani come servitù o si trovano ad affollare il quartiere più malfamato della città, Carnival Row.

E qui troviamo Orlando Bloom, l’ispettore di polizia incaricato di scoprire chi si cela dietro gli omicidi di numerose fate (chiaro riferimento a Jack lo squartatore). Delitti che via via diventano sempre più efferati e dietro ai quali si nascondono misteriosi segreti. Ma più l’ispettore cercherà di fare luce su questa fitta rete di omicidi più emergeranno cupe ombre dal suo passato.

Carnival Row è sicuramente una serie su cui Amazon ha puntato molto e le scelte del cast la dicono lunga. Infatti oltre a Orlando Bloom e Cara Delevingne troviamo Indira Varma (già conosciuta nel Trono di Spade), Tamzin Merchant e soprattutto Jared Harris (Chernobyl). Questi sono protagonisti di diverse sotto trame che sebbene aiutino lo spettatore a calarsi nel tessuto sociopolitico di Borgue rischiano però anche di annoiarlo. Soprattutto perché i giochi politici e la routine dell’alta borghesia tendenzialmente sono meno avvincenti di indagini poliziesche e macabri delitti.

Certo, Carnival Row è una serie molto ambiziosa perché oltre a costumi, scenografie e un’ambientazione curata nei minimi dettagli vuole anche creare una narrazione piuttosto corposa. Infatti la trama, già da questa prima stagione, intesse diverse storie parallele. Cosa che può rivelarsi un’arma a doppio taglio perché diventano pezzi di un puzzle del quale si fatica a capire come andranno a incastrarsi tra loro. Rischiando così, come detto in precedenza, di annoiare lo spettatore, anche se gli attori scelti per queste parti secondarie si rivelano assolutamente all’altezza.

Anzi, sebbene il duetto protagonista sia ben calato nella parte soffre il confronto dinanzi la bravura degli altri interpreti che pur portando avanti trame meno coinvolgenti rischiano però di dare vita a personaggi decisamente più interessanti dell’accoppiata Bloom – Delevingne.


Ma Carnival Row non è solo un fantasy noir perché richiami storici ed elementi shakespeariani a parte, tratta anche tematiche molto attuali come il razzismo, l’intolleranza e le discriminazioni. Ma nell’affrontare temi così importanti non risulta innovativa e non aggiunge niente di nuovo a quel filone fantasy che ha già più volte trattato questi argomenti.

Probabilmente Carnival Row non mantiene tutte le promesse ma anche se non vi terrà incollati allo schermo, saprà comunque tenervi compagnia in queste giornate di quarantena.

 

Alessio Nicolosi

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