6 Dicembre 2019

Dylan Dog : Le Notti della Luna Piena (n.3) 

Albo_003_-_Le_notti_della_luna_pienaIl terzo albo di Dylan Dog, scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da ben quattro mani, quelle di Montanari e Grassani, che si allaccia fortemente a quel filone di storie gotiche dove ad avere la meglio sono gli elementi “magici” o sovrannaturali, e, complice anche l’ambientazione, la Foresta Nera della Germania degli anni ’80, il risultato è un’avventura soddisfacente, capace di rispolverare con naturalezza la figura dell’uomo lupo applicandola in un contesto contemporaneo, sebbene non all’altezza delle due che l’hanno preceduta.

Per coloro che, magari, sono, o erano, alla ricerca di un episodio più leggero e dalle tinte splatter o grottesche, “Le Notti della Luna Piena” sarà la storia ideale, concepita per essere auto conclusiva, con un falso finale aperto, poiché al contempo fine a se stesso ed architettato con l’ausilio di un semplice colpo di scena ad effetto, realizzato per lasciare a bocca aperta il lettore senza però procrastinarne la fine o rimandare a futuri possibili eventi, l’intera vicenda è una parentesi leggera e ben congegnata, elaborata sotto il profilo estetico e sorprendente per quel che concerne la realizzazione di alcune tavole che riescono a mettere angoscia o turbare chi le osserva, tuttavia, a onor del vero, va sottolineato il fatto che a questo turno Sclavi non decida mai di aumentare la tensione quel tanto che basta da mettere in serio pericolo il suo protagonista, ad eccezione dell’ultima manciata di pagine, ove si può avvertire, in una dozzina di vignette, un distinto sentore di pericolo nei riguardi di Groucho.

Per questo motivo, tolta l’atmosfera, gotica oltre ogni dire, ricca di scenari all’aperto dove a emergere è anche la fauna locale, tolti i piacevoli rimandi cinematografici, che all’occorrenza vedono chiamate in causa pellicole come “Frankenstein Junior”, quello che abbiamo tra le mani è una sceneggiatura sapientemente orchestrata, ma meno incisiva e più composta che in passato.

notti_luna_piena_dylan_dog_3_4_I drammatici avvenimenti, a cui prendiamo parte in medias res, vedono Dylan Dog viaggiare in macchina, assieme al suo assistente, presso il cuore della Foresta Nera, per far luce sulla sparizione di una ragazza, il cui padre, dopo nove mesi, per disperazione, ha deciso di assoldare l’Indagatore dell’Incubo affinché scopra che fine ha fatto e metta la parola “fine” al mistero.

Come per “L’Alba dei Morti Viventi” e “Jack lo Squartatore”, l’intreccio curato fin nei minimi dettagli e dal ritmo, per la maggior parte del tempo, sostenuto permette di conoscere meglio Dylan e Groucho, senza dimenticare di presentare un campionario di comprimari dotati di una buona introspezione psicologica e del tutto inediti. Sclavi, per puro divertimento, fa inoltre dell’ironia sui vari popoli, possibile riassumerla nella barzelletta sull’Italiano, il Tedesco, l’Inglese ed il Francese che Marx cerca sempre di portare a termine senza successo durante il soggiorno in Germania. Grazie a questa sottile e graffiante presa in giro “Le Notti della Luna Piena” gode di una frammentazione di tematiche che le permette di dar vita ad un’armonia che ben si sposa ai momenti più drammatici e tenebrosi.

Ciò che convince pienamente è il finale, dove finalmente vediamo Dylan Dog combattere entità malvagie figlie di demoniache forze, mentre a venir meno, nel complesso, sono alcune lungaggini iniziali e un certo rilassamento di troppo per quel che riguarda la parte centrale, ove, tra il voler riassumere ed il volersi prendere del tempo, il risultato conclusivo appare abbozzato e non efficace né per il primo, né per il secondo caso.

Quanto detto, ad ogni modo, non penalizza poi più di tanto la godibilità dell’albo in questione, perché le tavole curate da Grassani e Montanari, più e più volte, tengono alta l’attenzione della storia con squarci davvero affascinanti e ritratti al limite del puro e vero orrore.

Pur non essendo un capolavoro, questo terzo appuntamento con l’investigatore privato a caccia di eventi fuori dal comune, è superfluo non riconoscerne l’assoluto valore, e il n.3, comunque, resta un cult assoluto, se non addirittura una perla rara, nonché necessaria, da leggere e rileggere; a causa della natura più scanzonata, on the road e “quadrata” rispetto alle prove precedenti, “Le Notti della Luna Piena” non conquista fino in fondo, ad eccezione di una o due battute nei riguardi degli orrori commessi dall’uomo, come la vivisezione o le guerre, lasciando molto spazio ad un po’ di sana avventura che, complici le tavole disegnate a quattro mani, sa regalare in più di una circostanza qualche brivido di orrore ed eccitazione.

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Dylan Dog, Tiziano Sclavi, Sergio Bonelli Editore, Groucho Marx,
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Claudio Fedele
Claudio Fedele

[Email: cicifedele@gmail.com] Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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