26 Novembre 2020
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Il M° Marcello Lippi in The Tell-Tale Heart

Molta era l’attesa per la Serata Edgar Allan Poe che ha portato sulle tavole della sala Titta Ruffo del Teatro Verdi di Pisa due opere in atto unico di Bruno Coli, cioè The Tell-Tale Heart The Angel of the Odd, il primo monologo per baritono solo e il secondo atto unico per tre soli e voce recitante. Non si tratta di opere tratte da Poe, ma di vere e proprie trasposizioni musicali di due dei più noti racconti di Edgar Allan Poe: rispettivamente Il Cuore rivelatore L’Angelo del Bizzarro.

La serata è stata introdotta dal M° Marcello Lippi – già direttore artistico del Verdi ed unico interprete di The Tell-Tale Heart – che ha annunciato con giusta soddisfazione che con questo stesso dittico il Teatro Verdi parteciperà alla prestigiosa Armel Opera Competition di Budapest: «È la prima volta che un teatro italiano concorre per il premo Armel e siamo fieri che questo primato appartenga al nostro Teatro. Stasera c’è anche un altro primato,» ha continuato Lippi «perché è la prima volta che un direttore artistico annuncia l’indisposizione di sé stesso.» Il Maestro ha spiegato che si trova fortemente indisposto da oltre una settimana e, con la consueta ironia, ha concluso: «Avevo pensato di cancellare la serata, ma il direttore artistico me l’ha impedito!».


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Lo scrittore Edgar Allan Poe

Tengo molto a sottolineare questo aspetto non solo per dovere di cronaca ma anche perché la performace del M° Lippi di ieri sera è stata assolutamente impeccabile, sia per quanto concerne l’ars canora sia per la recitazione: ad una recitazione serrata, impetuosa ed allucinata ha abbinato un canto sicuro, con un bel timbro pieno e fermo. Non oso immaginare che livello avrebbe raggiunto la sua esibizione se fosse stato in perfetta salute! Da parte di Lippi è stato molto interessante l’uso del canto declamato per sottolineare l’avvolgersi delle spire della follia sul protagonista: prendendo le mosse da un inizio tutto sommato quieto e posato, il personaggio inizia a narrarci la propria storia in modo sempre più allucinato e sempre più allucinato diviene il canto, ricco di suoni gutturali, ripetizioni ossessive di parole o brevi frasi, caratterizzato ora da alte grida a pieni polmoni ora da una sillabazione rapida ed enfatizzata, quasi un ringhio indistinguibile. Con questo ruolo Marcello Lippi, che proprio sull’argomento aveva rilasciato a Uni Info News un’intervista, ha dimostrato la propria duttilità, passando da emozioni opposte e contrastanti nello spazio di una manciata di battute e la propria capacità di saper manipolare a proprio piacimento e con assoluta maestria l’emotività degli spettatori.

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Da sinistra: Gian Luca Pasolini (Lui), Adriana Bignagni Lesca (L’Angelo), William Hernàndez Ramirez (Il giornalista), Marcello di Giacomo (Il narratore).

Di tutt’altro carattere è l’atto unico The Angel of the Odd: se la prima “opera di Poe” era pervasa da inquietudini e angosce, questa era sardonica, irriverente e satirica. I quattro interpreti coinvolti (tre cantanti ed un attore), sono stati indubbiamente tutti e quattro all’altezza della rappresentazione, a partire dal narratore Marcello di Giacomo, pungente e mefistofelico, insomma esattamente come dovrebbe essere il narratore di un racconto di Poe. Molto buono il protagonista Gian Luca Pasolini: a mio giudizio avrebbe dovuto essere più presente vocalmente, ma è innegabile che sia dotato di uno splendido timbro e che abbia una mimica convincente. Bravo anche William Hernàndez Ramirez (Il giornalista), disinvolto ed efficace. Ottima Adriana Bignagni Lesca (L’Angelo), vincitrice dell’Armel Opera Competition 2015: ispirata e urlante come una sibilla, ha interpretato il proprio personaggio con surreale maestria, con una precisione invidiabile nella padronanza vocale, confermando una volta di più la propria professionalità.

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Il M° Bruno Coli

Molti meritati applausi sono andati anche alla musica del compositore Bruno Coli, che merita un breve approfondimento: ricca di riferimenti e contaminazioni (ad esempio, l’inizio di The Tell-Tale Heart richiama da vicino il celeberrimo Coro di morti di Goffredo Petrassi), la musica proposta da Coli per la Serata Poe era molto affascinante, moderna ma agevole nella fruizione, pregna di spunti di riflessione affatto banali. Coli ha sapientemente accostato musica a situazioni per far scaturire un determinato effetto: si pensi alla “marcia funebre” in The Angel of the Odd oppure agli ossimori in The Tell-Tale Heart, giustapposizioni di passaggi sereni e distesi con momenti serrati e angosciosi. Una partitura certamente non facile, ma la professionalità e la bravura dell’Ensemble dell’Orchestra Arché ha saputo farsi valere e regalare agli spettatori una serata di notevole spessore.

Significativa la regia di Lorenzo Maria Mucci: in uno spazio vuoto, quasi sterile, riesce a suggerire ambienti e situazioni con abilità da narratore e felice invenzione scenica che riesce a mantenere l’illusione anche grazie alle videoproiezioni curate dallo stesso regista, che non rappresentano solamente un commento all’azione scenica ma anche un chiarimento di quanto avviene od addirittura un’anticipazione. Con essenzialità ed eleganza la mano invisibile di Mucci ha mirabilmente guidato il pubblico all’interno delle due “visioni” di Poe, coadiuvando ed alleggerendo il lavoro del cast. Non stupisce affatto che questo spettacolo sia stato prescelto per l’Armel Opera Competition 2016.

Photocredit: Vincenzo Toti

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Luca Fialdini
Luca Fialdini

Luca Fialdini, classe '93: studente di Giurisprudenza all'Università di Pisa e di pianoforte e composizione alla SCM di Massa e sì, se ve lo state chiedendo, sono una di quelle noiose persone che prende il the alle cinque del pomeriggio. Per "Uni Info News" mi occupo principalmente di critica musicale.

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