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Il Centro-Destra di Silvio

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La nostra avventura fra i principali schieramenti politici continua e questa volta intendo parlare della coalizione arrivata seconda alle ultime consultazioni nazionali, caratterizzata da almeno vent’anni dal suo Leader e ritrovatasi nella paradossale situazione di essere in vantaggio in ogni sondaggio su base nazionale pur non governando alcun capoluogo di provincia.
Mi sto riferendo ovviamente al Centro-Destra o meglio, Centro-Destra o Silvio Berlusconi?
La provocazione non è gratuita ma è fondata su un processo di personalizzazione dello scontro politico, tipico di questa Seconda Repubblica, fortemente voluto e sfruttato da Berlusconi in ogni campagna elettorale per battere i suoi avversari.

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La figura carismatica di Berlusconi, da sempre controversa, non potrebbe tuttavia spiegare da sola il successo di questo modello politicamente vincente, rivestono infatti una grossa importanza anche tutta una serie di elementi che vanno a caratterizzare la “Ideologia” fatta propria prima da Forza Italia e poi dal Popolo della Libertà, riassumibili in:

  1. Moderatismo e Anti-Comunismo
  2. Liberismo e politiche a favore degli imprenditori

Il primo punto è di facile lettura: in un paese come il nostro dominato per decenni dalla contrapposizione “DC-PCI”, vinta sempre dalla prima sul secondo, il rivivere di questo antico scontro traslato in nuovi termini, “Centro-Sinistra Vs Centro-Destra” o meglio “Berlusconi Vs Comunisti”, comportava, ed in effetti ha comportato, indubbi vantaggi a chi voleva collocarsi sulla scia del vecchio vincitore;  Silvio Berlusconi, ergendosi a moderato italiano, ha raccolto tutta l’eredità culturale e politica della DC e l’ha usata per fronteggiare un fronte di centro-sinistra da sempre diviso e ancora incline al modus operandi burocratico, pesante e fallimentare del PCI.

 

Nel contempo il Caimano ha azzardato una scelta rivelatasi essere vincente rendendo protagonisti della vita politica italiana gli imprenditori, da sempre relegati a ruoli di comprimari nella DC, costretti a votare “il meno peggio” solo per evitare la vittoria dei comunisti, ostili ideologicamente al libero mercato e alla loro stessa esistenza.
Berlusconi da “Homo Novus” ha inoltre eliminato la secolare contrapposizione fra ceto borghese e ceti popolari e, promettendo meno tasse e meno sprechi, ha centrato l’obbiettivo di coinvolgere nel suo progetto politico operai e casalinghe, staccandoli completamente dall’elettorato di sinistra.

Grazie a questo format Berlusconi ha partecipato in questi venti anni di vita politica a sei elezioni, ne ha perse due, contro un candidato più di centro che di sinistra come Romano Prodi, ne ha vinte tre e ne ha pareggiata una; ha recuperato in ogni campagna elettorale qualcosa come 12-15 punti percentuali e il suo nome, per quanto estremamente discusso, è ancora oggetto di vera adorazione da almeno un terzo degli italiani.

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Cercare di ridurre tutto questo ad una vena di dittatura mediatica, ad un nuovo tipo di totalitarismo e via dicendo mi sembra una ipotesi del tutto immeritata nei confronti comunque di un soggetto che, nel bene o nel male, ha rivoluzionato il mondo politico italiano tanto più che queste stessa accuse spesso provengono da uno schieramento politico, quello di Centro-Sinistra, che più volte si è ritrovato ad essere complice delle vittorie di Berlusconi con scelte insensate, scontri, lacerazioni e mancanza di capacità comunicativa.

 

Il Centro-Destra poi non è di certo immune da debolezze, la sua più grande forza, la persona di Silvio Berlusconi, è anche il suo più grosso handicap, oggi più di prima.

Mentre alle politiche il Caimano non ha mai deluso, alle amministrative spesso la sua diretta assenza ha generato diverse sconfitte, non ultima quella di pochi giorni fa in cui il centro-destra ha perso in ciascuno dei diciassette comuni capoluogo in cui concorreva, Roma compresa.

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Berlusconi ha infatti fin dall’inizio plasmato un “Partito-Azienda”, personale, finanziato dal suo Leader e con sottoposti, non dirigenti politici; come può quindi tollerare dei subalterni carismatici?

Per anni l’unica soluzione era stata affidarsi ad Alleanza Nazionale, l’UDC e la Lega Nord, presenti e radicati sul territorio, ma con la loro estinzione è andato via anche quel legame fra cittadini e politici locali vitale per ogni forza politica.

Questo in progressione futura sarà il più grosso limite del PDL e ciò, unito ai guai giudiziari e l’età avanzata di Silvio, mi porta a pensare che non ci sia futuro per questo schieramento.

Certo, qualcuno potrà obiettarmi che “morto un Papa se ne fa un altro”, che morto Berlusconi si può trovare un altro imprenditore vincente, immagine dei valori anzidetti ma ne siamo davvero sicuri?
E siamo sicuri che la situazione politica sia la stessa del 1994 e che non sia cambiato niente?

Oltre a dubitare della possibilità di trovare un personaggio dotato della stessa personalità di Berlusconi devo ammettere che la stessa sinistra si sta muovendo proprio per circoscrivere ed azzoppare i cavalli di battaglia della destra; la probabile, anche se non certa, vittoria di Renzi alle prossime primarie farà saltare in un colpo solo l’associazione Sinistra-Comunismo e l’unione Berlusconi-Imprenditori svuotando completamente lo stesso format vincente del Cavaliere.

Certo, mai dire mai, Silvio è sempre stato bravo a risorgere dalle ceneri ma oggi ritengo difficile che possa farcela nuovamente.

 

 

P.S. A dovere di cronaca dovrei parlare anche della Lega Nord e dei movimenti di destra ex An ( La Destra e Fratelli di Italia per intenderci).

La prima sarà oggetto del prossimo articolo e sarà analizzata in parallelo con il M5S, i secondi invece li reputo null’altro che un modo per coltivare i voti di elettori di destra ma non berlusconiani.
Non prendiamoci in giro, la Meloni e Storace potranno criticare quanto vogliono Silvio ma dipendono da lui e senza di lui non hanno alcun futuro; peraltro trovo anche fastidiosa questa tendenza, in voga soprattutto nell’ultimo periodo, di sputare da un piatto dove i suddetti signori hanno mangiato allegramente per anni.
Direi che si addice molto poco agli ideali di “Lealtà, Onore, Fratellanza  etc…“ tanto sbandierati a Febbraio.

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