Revenge Recensione 3×07- “Resurgence”

Tommaso Viscusi - 13 Gennaio 2015

Germania sotto processo

Tommaso Viscusi - 13 Gennaio 2015

Il gioco della globalizzazione [parte 1]

Tommaso Viscusi - 13 Gennaio 2015
Share

Vi siete mai chiesti che cosa sia effettivamente la globalizzazione? Se ne parla spesso, ritratto come un demone dal nome sofisticato e con chiare intenzioni maligne, ma ne conosciamo il vero significato?

Innanzitutto la globalizzazione è un fenomeno umano, chi dice che sia recente, chi dice sia sempre esistito, ciò che cerco di fare in questo articolo è di esporre in modo intuitivo ciò che è accaduto a partire dalla fine della Guerra Fredda, dopo cioè l’abbattimento dei due assi che dividevano il mondo.

tecnologiaemedia_fig_vol1_000040_003

fonte: enciclopedia Treccani

Globalizzazione o Occidentalizzazione. È infatti questo episodio a suggellare la fine di un era e a gettare le basi del ventunesimo secolo. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, gli Stati Uniti non solo legittimano la loro leadership sul resto del mondo, ma – molto più importante – mostrano che il loro stile di vita, le loro ideologie e la loro tecnologia sono quelle vincenti, quelle efficaci, quelle da emulare. Nel corso dei secoli questo fenomeno è ricorrente e sta alla base della creazione di ogni impero. Da quello romano a quello britannico, chi riesce a imporre il proprio dominio sugli altri popoli ne influenza inevitabilmente i costumi e le innovazioni. Chi ha tratto più di tutti lezione da questa storia è un paese come la Cina, cosciente del fallimento comunista in Russia, ha pensato bene di innovare e assorbire quello che a tutti gli effetti è lo stile occidentale. Si può parlare quindi oggi di occidentalizzazione, anziché globalizzazione?

cittaglobalipergci_tab_vol1_000040_018

fonte: enciclopedia Treccani

L’abbattimento di ogni barriera. In ogni caso la velocità con cui si è svolto questo processo è stata la più rapida di tutti i tempi. Chi avrebbe mai pensato prima di un secolo che saremmo arrivati ad una tale interconnessione tra popoli e menti? La grande rivoluzione tecnologica iniziata negli anni ottanta ha permesso che grandissime quantità di informazioni fossero disponibili e fruibili a chiunque, che ogni parte del pianeta fosse raggiungibile senza troppe difficoltà, e che buona parte delle frontiere fossero abbattute. Potete immaginare quanto questo fenomeno abbia influito sulla coscienza dei popoli? Sarebbero potuti accadere episodi come la Primavera Araba, lo scandalo di Wikileaks, la creazione dei voli low-cost, il patto Shengen, il boom dei socialnetwork, la costituzione dell’Unione Europea.

5_trasporti_7

fonte: enciclopedia Treccani

Lati positivi e negativi della globalizzazione. Esistono lati positivi che negativi dall’aver globalizzato il pianeta. Abbiamo permesso che culture diverse venissero a contatto, che si influenzassero positivamente o negativamente, che prendessero coscienza della loro condizione. Il terrorismo islamico è evidentemente una reazione che nega questo legame, che si scontra con l’idea di un mondo unito. Badate bene, unito non significa omogeneo. Recenti studi internazionali affermano che è altamente improbabile che le nostre azioni mirino verso la creazione di un ordine mondiale unico. Si pensa invece che sia possibile far convergere grandi insiemi culturalmente divergenti verso strategie comuni. Solo in questo modo sarà possibile creare una vera e propria governance globale, capace di avere la legittimità e l’efficacia per risolvere i gravi problemi che affliggono il pianeta nel ventunesimo secolo. L’emergenza climatica, le crisi finanziarie, l’insicurezza, sono fenomeni che si legano in qualche modo al processo di globalizzazione che stiamo vivendo, ma sono solo alcune delle conseguenze, le più tragiche, è vero, ma si accompagnano anche alle soluzioni. Con gli strumenti che un mondo globalizzato come oggi ci mette a disposizione si può rimediare o prevenire a questi danni. Ciò che non si deve fare è dare la colpa in generale ad un evento di per sé umano e non del tutto negativo. Chi lo fa, o non è in grado di osservare attentamente ciò che gli succede attorno, o vuole intenzionalmente deviare l’attenzione su qualcos’altro.