7 Dicembre 2019

Tre giorni per parlare di Mediterraneo, di frontiere, di diritti e doveri, di cooperazione internazionale, di accoglienza e solidarietà, tre giorni per parlare di migrazioni, una condizione costante nella storia, che accomuna ogni popolo.

Ieri in Fortezza Vecchia si è concluso Il Rifugio della Sabbia, l’evento organizzato dal Comune di Livorno, al quale hanno partecipato anche Open Arms, l’Università di Pisa e numerosi altri esponenti del mondo della cultura e dell’associazionismo.

La Giunta ha voluto discutere con la cittadinanza del tema politico per eccellenza, rimarcando la sua posizione apparsa chiara sin da subito, sin dal momento in cui il Sindaco, nei primi giorni di mandato, è andato contro la tendenza politica nazionale, dichiarando che il porto di Livorno è un porto aperto, dove le Ong possono attraccare.

Lo stesso Salvetti ha inaugurato gli incontri citando ancora le Leggi Livornine e ricordando quindi che l’accoglienza e il multiculturalismo sono, o dovrebbero essere, caratteristiche insite nella natura della nostra città.

Una tre giorni nella quale cultura e spettacolo si sono uniti ad un’argomentazione scientifica su queste tematiche, offrendo così ciò che manca veramente nell’opinione pubblica, ovvero un’informazione approfondita su di un fenomeno enorme e tanto complesso.

Perchè in effetti in questo periodo di campagna elettorale permanente e di spettacolarizzazione della politica, i flussi migratori sono diventati oggetto di propaganda, facendo sì che se ne discuta sempre più in maniera sterile e dicotomica, andando avanti a son di slogan.

La mediatizzazione e la semplificazione eccessiva dei fatti danno l’illusione di poter comprendere più o meno tutto e ci legittimano a parlare ignorantemente di cose che non conosciamo minimamente.

Dietro le migrazioni ci sono questioni di diritto sovranazionale e interno, lacune normative e accordi tra Paesi; ma soprattutto le emergenze migratorie, se così vogliamo chiamarle, richiedono da parte nostra una forte assunzione di responsabilità per ciò che sta accadendo nei Paesi di emigrazione, per le politiche che abbiamo e che vi stiamo tutt’ora attuando, nella consapevolezza  che oltre  a tutti i privilegi di cui godiamo “nella parte giusta del mondo”, esiste anche un dovere inderogabile per chiunque: quello di salvare vite umane.

Il Rifugio della Sabbia è stato importante proprio perché ha rappresentato il tentativo di avviare una riflessione dettagliata, anche se rimane  da capire quanto la cittadinanza sia disposta ad affrontare i temi in questa prospettiva ormai inconsueta, vista la limitata partecipazione all’evento.

Ad ogni modo l’assessora Bonciani, che ha organizzato e presieduto gran parte degli incontri, si è dichiarata intenta a portare avanti con entusiasmo iniziative simili nel corso dei 5 anni appena iniziati.

 

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Benedetta Cirillo
Benedetta Cirillo

Vivo a Livorno, ho 23 anni e studio Scienze Politiche all'Università di Firenze.
Mi appassionano la politica, l'arte, la musica ed il viaggio.

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