10 Dicembre 2019

Si dice che un’immagine vale più di mille parole e in molti casi è proprio così. Ma a volte ci sono parole altrettanto forti ed impattanti, che ci lasciano riflettere. Le parole sono un’arma potente, il principale mezzo di comunicazione tra gli uomini e possono pesare molto, soprattutto se a pronunciarle è una donna e per giunta un’artista.

Jenny Holzer, l'artista.
Jenny Holzer, l’artista.

Sto parlando della statunitense Jenny Holzer che delle parole ha fatto la sua principale forma d’arte.

Nata a Gallipolis nel luglio del 1950, attualmente vive e lavora a New York – vi si trasferì nel ’77 – città che è stata il principale sfondo delle sue opere, nonché culla dell’arte contemporanea da dopo il secondo dopo guerra.

Per più di trent’anni, Jenny Holzer ha realizzato e presentato le sue aspre idee e proteste in spazi pubblici ed esposizioni internazionali, tra cui il 7 World Trade Center, il Reichstag, la Biennale di Venezia, il Guggenheim Museum di New York e Bilbao e il Withney Museum.

Le parole sono la sua arte – denominata “Truism” (truismi), verità ovvie – espressa attraverso frasi scritte su T-shirt, placche, cartelli, facciate di edifici e monumenti simbolo delle città di tutto il mondo. Sceglie luoghi comuni per rivolgersi direttamente al pubblico, prendendo in prestito spesso citazioni di scrittori e poeti. Frasi semplici ma potenti. Aforismi chiari, concisi, che certamente non lasciano niente sottointeso.

Il fruitore è così spinto a porsi delle domande, a prendere una posizione in merito a queste frasi per certi versi

provocatorie, per altri riflessive. L’arte, inserendosi in contesti perfettamente fruibili a tutti, ha una presa maggiore sulle persone e le induce a soffermarsi su questi messaggi. Ed ecco che in un minuto, passeggiando per le vie della città, ci si proietta di fronte una frase di Jenny Holzer come questa

 Abuse of power comes as no surprise; action causes more trouble than thought

e mentre continuiamo ad andare, ci soffermiamo sul suo senso, sul suo perché… Forti messaggi che, il più delle volte, richiamano le realtà protagoniste dei nostri anni.

Jenny Holzer ha lasciato un segno praticamente in ogni parte del mondo: oltre a New York, Miami, Dublino, Londra, Vienna, Parigi, Siena, Napoli, Cracovia.

Uno dei suoi migliori e più significativi lavori è Spectacular Board (1982), un’installazione a Times Square dove venne affisso un enorme pannello a LED sul quale si proiettavano frasi come “Protect me for what I want” o “Any surplus is immoral”. Affermazioni provocatorie e disorientanti.

Un'installazione a Parigi (2009)
Un’installazione a Parigi (2009)

Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1990.

Jenny Holzer, un’artista che parla letteralmente attraverso le sue opere, con un fine ben preciso e chiaro. L’arte non è per pochi, ma per tutti. Ognuno di noi è in grado di percepirla, di interpretarla e comprenderla.

Il lavoro della Holzer ne è la prova.

I consigli di Women’s power

Le opere di quest’artista sono moltissime e per chi fosse curioso e volesse avere maggiori informazioni su Jenny Holzer rimando al link della sua personal page, dove troverete foto di ogni sua installazione e una piccola biografia. www.jennyholzer.com/

 

E-mail: annalisa.castagnoli15@gmail.com

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Annalisa Castagnoli
Annalisa Castagnoli

Laureata in Storia dell'Arte Contemporanea (Università di Pisa) mi piace raccontare storie e scrivere le mie "impressioni" su tutto ciò che vedo o ascolto. I libri sono il mio rifugio sicuro, con loro mi sento sempre a casa!
Oltre a UIN collaboro anche per Exibart.

E-mail: annalisa.castagnoli15@gmail.com

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