26 Novembre 2020

La Juventus getta via gli stracci del campionato e si veste a festa per le grandi serate di Champions League. Una bella Juventus che vince e convince tranquillizzando il cuore di molti tifosi e l’animo, in primis, anche di Allegri che ultimamente, visti i risultati negativi, era stato messo sulla graticola.

Una Juve due facce, una Juve da Dr. Jekill e Mr. Hide insomma decidete voi, ma capace di annichilire i campioni dell’Europa League con un secco 2 a 0 che non ammette repliche. Tanto per snocciolare qualche dato, i bianconeri hanno tirato 20 volte mentre gli spagnoli solo una. Insomma, Buffon è stato spettatore non pagante.


La Vecchia Signora è ancora alla ricerca della prima vittoria in casa ( e visto il recente passato è una cosa a dir poco incredibile!) ed Allegri, nel bersaglio della critica, sceglie di buttare subito nella mischia Khedira e puntare su un modulo malleabile. La squadra sembrava schierata con un 4-3-3 ma vedendo posizionato Barzagli sulla fascia sembrava forse più simile ad un 3-5-2. Ed infatti la Juve riuscendo a cambiare modulo a seconda della fase offensiva /difensiva (4-4-2) appare sempre solida ed imprevedibile.

La partita – Dopo lo scellerato pareggio col Frosinone e la brutta sconfitta a Napoli era necessario un segnale forte e la Juve, appena scesa in campo, va subito ad aggredire il Siviglia mettendo in chiaro che vuole essere lei a tenere le redini del gioco. La prima occasione si consuma subito al 30’ secondo dal fischio di inizio quando Pogba raccoglie al volo in area una palla difficile ma sparacchia alto. Gli uomini di Allegri fanno girare bene il pallone e Cuadrado, grazie alla sua tecnica, riesce sempre a superare l’uomo creando superiorità numerica e situazioni pericolose. Ed è proprio grazie ad una delle sue incursioni che la Juventus riesce finalmente ad aprire al 41° le marcature. Cuadrado arriva sul fondo, scarica su Barzagli che fa partire un cross e Morata di testa spinge in rete permettendo ai bianconeri di andare sereni negli spogliatoi.

La ripresa – Nel secondo tempo assistiamo al medesimo leitmotiv, i bianconeri tengono il pallino del gioco ma stavolta prediligono un giro di palla prolungato per sfiancare gli spagnoli costringendoli a correre a vuoto. Ma sul finale del match, quando la Juve accumula diverse occasioni (una su tutte quella di Dybala) e non riesce a concretizzare, è allora che riemergono gli spettri di Frosinone e Udinese ma questa è un’altra Juve e allora ci pensa Zaza al suo esordio europeo a gonfiare la rete al 42° facendo letteralmente esplodere lo Stadium.

L’analisi – Non è una vittoria casuale, questa è la vittoria di un gruppo che finalmente inizia a lavorare insieme ma ci sono degli uomini da cui evidentemente non si puo’ prescindere. Khedira ha subito stupito per la sua concretezza in mezzo al campo mentre Cuadrado è letteralmente l’uomo in più di questa squadra, uno di quei giocatori che mancavano da troppo tempo alla Juve. Finalmente un’ala pura che salta sempre l’uomo, un incubo per le difese avversarie. Anche i ragazzini terribili là davanti , Dybala e Morata, ora che cominciano ad ingranare e a trovarsi, possono davvero far male a chiunque.

Morata come Del Piero – Intanto, ieri sera, oltre alla partita di grande quantità, Morata, grazie al suo gol ha già eguagliato un record di una leggenda come Alex Del Piero ovvero 5 gol consecutivi in Champions League( Real Madrid, Real Madrid, Barcellona, City e Siviglia). Lo spagnolo infatti a dispetto della giovane età è uno di quei giocatori che ha dimostrato di esaltarsi nelle notti che contano dimostrando di essere uno dei veri trascinatori di questa squadra.

Infine una cosa incredibile e allo stesso tempo inspiegabile è un dato che emerge in maniera piuttosto singolare: la Juventus, ora come ora, ha più punti in Champions (6) che in Campionato (5) nonostante abbia giocato solo due partite in Europa a dispetto delle 6 in Serie A. Se questa è la vera Juve e iniziasse a dimostrarlo anche in campionato sin dalla prossima giornata (Bologna) allora si dovrebbero rivedere al più presto le gerarchie perché l’intensità e la qualità messe in campo, nonostante ci siano ancora diverse assenze (Marchisio, Mandzukic), fanno pensare ad una rapida quando inevitabile rimonta.


Alessio Nicolosi

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