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Legalizzazione in Colorado: una vera rivoluzione?

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Fra gli avvenimenti più importanti di cui parleremo, guardando indietro come malinconicamente siamo soliti fare a fine dicembre su tutte le esperienze che ci siamo lasciati alle spalle, sicuramente figurerà la definitiva effettività della legislazione permissionista in Colorado.

Il tema è di quelli scottanti, in grado di accendere l’indignazione più viva e altrettanto tenaci consensi: la legalizzazione della marijuana. Con i recenti avvenimenti (Colorado, Washington, Uruguay) è infatti tornato alla ribalta uno dei temi più discussi e sentiti della seconda metà del XX secolo, in forme però molto differenti da come ci si potrebbe aspettare. Per questo, è opportuno tentare di fare chiarezza su un mito da sfatare e condannare immediatamente, ossia la costituzione di un paradiso a cielo aperto negli Stati Uniti.

Innanzitutto, a livello politico siamo di fronte a due possibilità permissiviste, ovvero la legalizzazione o la liberalizzazione; sono due fenomeni profondamente diversi, che danno luogo a conseguenze significative sul piano giuridico. Dalla legalizzazione, infatti, ne discende semplicemente una serie di atti di rango legislativo volti a consentire, entro limiti tassativamente indicati dalla legge, il consumo di marijuana pur se qualificata come sostanza stupefacente. Liberalizzare la marijuana, invece, significherebbe identificare tale sostanza stupefacente come un normalissimo bene di consumo, inquadrato in una prospettiva di libero mercato e senza sanzioni direttamente collegate ad operazioni che coinvolgano tale prodotto (la polizia certo non ti arresterebbe se in cucina trovassero 100 pacchi di biscotti, ma se fossero 100kg di marijuana..).
In parole povere, soltanto con la liberalizzazione verrebbe garantita la piena libertà nel rapporto personale tra soggetto e sostanza stupefacente, in ogni sua fase, dalla coltivazione alla produzione, dalla vendita al consumo. Il Colorado ha optato per il modello della legalizzazione.

Ai sensi della normativa del Colorado, ad oggi con l’espressione marijuana si intende “tutte le parti della pianta, in sviluppo o meno; i semi, la resina estratta da ogni parte della pianta, ed ogni composto, prodotto, sale, derivati, misture, o preparati della pianta, i suoi semi o la sua resina, incluso concentrati di marijuana.”

Per quel che riguarda lo Stato Federale del Colorado, si è scelto di creare praticamente da zero un nuovo settore economico, fonte considerevole di profitto, che come tutte le novità comporta grossi rischi. Innanzitutto è il caso di prendere familiarità con alcune misure.
1 oncia à 28,34 grammi
1 libbra à 453,59 grammi

Fatto Pena Incarcerazione Multa massima
POSSESSO
Uso personale
Un’oncia o inferiore * / / /
Trasferimento di un’oncia o inferiore senza fini di lucro * / / /
Esibizione in pubblico o meno di due oncie illecito 15 giorni 100$
2 – 6 oncie reato minore 1 anno 1,000$
6 – 12 oncie reato minore 18 mesi 10,000$
Più di 12 oncie reato 1 – 1.5 anni 100,000$
* da persone di 21 anni o più
Il possesso di 8 oncie o più è considerato con intento di distribuzione.
VENDITA O DISTRIBUZIONE
5 libbre o inferiore reato 1 – 3 anni 100,000$
5 – 100 libbre reato 2 – 6 anni 500,000$
100 libbre o superiori reato 4 – 12 anni 75,000$
5 libbre o inferiore a minore reato 3 – 12 anni 75,000$
La vendita a un minore comporta una pena addizionale di minimo 4 anni
COLTIVAZIONE
6 piante o inferiori * / / /
Più di 6 piante e meno di 30 reato 2 – 6 anni 500,000$
* da persone di 21 anni o più
PASTICCI & CONCENTRATI
Un’oncia o inferiore * / / /
Possesso di 1 – 3 oncie reato minore 6 – 18 mesi 5,000$
Possesso di 3 o più oncie reato 12 – 18 mesi 100,000$
Distribuzione, trasferimento o possesso con intento di meno di 1 libbra reato 1 – 3 anni 100,000$
Distribuzione, trasferimento o possesso con intento di 1 – 100 libbre reato 2 – 6 anni 500,000$
Distribuzione, trasferimento o possesso con intento di più di 100 libbre reato 4 – 12 anni 750,000$
* da persone di 21 anni o più

La tabella è utile per comprendere il provvedimento verso il quale i cittadini del Colorado hanno espresso il proprio consenso nel referendum di pochi mesi fa, ma da sola non basta. La tabella solleva e rimanda ad una serie di domande che è opportuno affermare: esistono limitazioni alla coltivazione personale? Esistono garanzie di un mercato concorrenziale? I ricavi dello Stato come vengono investiti? Le risposte a queste e altre domande risaltano la modernità della legislazione statunitense in materia, e l’efficacia del connubio tra diritto e politica.

Per ciò che riguarda la coltivazione personale, abbiamo visto che è consentita la coltivazione per uso personale fino a sei piante. La disposizione, tuttavia, è valida soltanto se massimo 3 di esse sono mature, altrimenti ciò non è consentito dalla legge. Il primo problema che si troverà ad affrontare il Colorado è di ordine economico quindi, lo vedremo tra breve. Ricordare che la guida “under the influence of marijuana” rimane illegale in tutto il territorio degli Stati Uniti, compreso il Colorado.

E’ assolutamente esclusa la vendita diretta del prodotto da cittadino a cittadino: l’unica possibilità ammessa è determinata dal trasferimento a titolo gratuito (“without remuneration”) di un’oncia o meno di marijuana. La marijuana potrà essere venduta soltanto ai rivenditori che avranno ottenuto un’apposita licenza, previo un controllo di ente apposito che analizzerà i contatti del singolo rivenditore, la qualità dei prodotti e la conformità di questi alle prescrizioni di legge.
Qui il primo problema. Fino ad ora sono state rilasciate soltanto 136 licenze di vendita (la licenza costa fino a 5,000$ salvo inflazione o provvedimenti del Dipartimento), di cui 101 nella sola città di Denver: questo comporterà almeno nel breve periodo un esodo di cittadini da una città all’altra, col pericolo di uomini e donne al volante sotto effetto stupefacente. Il solo modo per evitare un impaccio simile è capillarizzare la distribuzione e la vendita sul territorio, per cui è auspicabile che numerose altre licenze vengano rilasciate in misura omogenea sul territorio: una vendita capillare garantisce una fruizione privata e quindi riduce l’incidenza dei pericoli, e questo obiettivo deve essere perseguito.

Un altro quesito riguarda gli introiti dello Stato. La risposta che lo Stato del Colorado fornisce ha dell’incredibile: salvo uso medico, la tassazione è del 15% sugli introiti realizzati dai venditori, ed ogni anno i primi 40,000,000$ ricavati saranno investiti nella costruzione di edifici scolastici. Al contrario di quanto si possa pensare, il rischio di generare un popolo di drogati risulta essere piuttosto ridotto, dato che il denaro verrà reinvestito nel servizio pubblico più prezioso del pianeta e verranno continuamente promossi campagne di informazione corrette e sensibili rivolte agli adolescenti di ogni età. Il mercato si aggira, secondo stima, tra i 35 e i 40 miliardi di dollari, scriviamolo in numeri: 40,000,000,000$.

La novità di questa legge, comunque, è meno assoluta di quanto si possa a prima vista pensare. La marijuana ha conosciuto primordiali forme di tolleranza in numerosi Stati degli Stati Uniti, 26 per l’esattezza. Tuttavia, ai sensi della legge federale (quella che vale in ogni punto di tutti gli U.S.A.) ancora tutto questo è illegale, essendo la marijuana collocata nella Tabella I ai sensi del Controlled substances Act del 1970: il correttivo introdotto è una blanda affermazione di Obama il quale ha affermato che nei territori del Colorado e di Washington non si procederà all’arresto.

Infine, un pericolo. Quello di una deriva economica.
Ad esultare non sono stati dei figli dei fiori redivivi, ma uomini in giacca e cravatta. Le opportunità di costruire un business di alto livello sono molte, altrettante quelle di distorcere la concorrenza. Anzitutto si dovrà, tramite la concorrenza, riuscire a tutti i costi ad abbassare il costo attuale della marijuana, attualmente tra i 5 e i 10 dollari al grammo nel mercato statunitense. Il vantaggio sarebbe un prezzo più accessibile, un minor mercato dell’illegalità ed un forte deterrente verso le sostanze “pesanti”. Uno schiaffo alla criminalità, che dovrà essere coadiuvato da un pesante controllo sui privati che coltivano per uso personale, anche se ancora non si sa bene come. Il rischio è quello di creare una nuova e potenzialmente devastante lobby: quella dei “drug retailer”. Ma è ancora presto.

Ah, e scordatevi di andare in Colorado a fare strano turismo. Per i non residenti il massimo acquistabile è di un quarto di oncia.

 

P.S. Questo articolo ha richiesto svariate ore di documentazione, sarei felice se lasciaste qui sotto una vostra opinione ^^