2 Dicembre 2021

Nell’anno in cui si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e nel mese in cui ricorre il Dantedì, Rai Cultura ha proposto una serata interamente dedicata al “sommo poeta”, durante la quale è stato trasmesso lo spettacolo di uno dei maggiori coreografi italiani e internazionali attivi sulla scena contemporanea, Virgilio Sieni.

DIVINA COMMEDIA. BALLO 1265

Lo spettacolo, dal titolo esplicativo Divina Commedia. Ballo 1265, è stato realizzato in occasione di un’altra e precedente celebrazione dantesca, ovvero il 750esimo anniversario dalla nascita di Dante, commissionato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo insieme al Comune di Firenze con il sostegno della Regione Toscana. Questa creazione, volta a omaggiare il sommo poeta, è stata replicata più volte dal 28 al 30 dicembre 2015, nello storico Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e ripresa dal regista Felice Cappa, che ne ha realizzato un film documentario.


I canti e le terzine della Divina Commedia hanno preso vita nel Salone affrescato dal Vasari, trasformati in sequenze coreografiche da Sieni. Per questo imponente ed emozionante spettacolo sono stati coinvolti ben 152 interpreti, dodici dei quali danzatori professionisti della sua compagnia e 140 cittadini di tutte le età, appassionati di danza, facenti parte dell’Accademia sull’arte del gesto di Firenze, fondata dallo stesso coreografo nel 2007.

L’opera dantesca è un viaggio nell’animo umano tra passioni, tormenti, aspirazioni e speranze che accompagnano l’esistenza di ciascuno di noi, ora come allora. Così Sieni ha tradotto in gesti, movimenti, sospensioni, prossemica e ascolto tali emozioni, conferendo allo spettacolo un grande valore artistico, morale e comunitario. Anche la scelta del luogo dove ambientare lo spettacolo è stata frutto di una lunga riflessione del coreografo –

ho scelto di ambientare la coreografia nel Salone dei Cinquecento a Firenze, sede della prima democrazia fiorentina, che nasce come luogo civico imponente, meraviglioso. Un luogo ideale perché rappresenta tutto quello che è il senso di una nascita, di una crescita, di un’origine di qualcosa. Lo spettacolo è un’esperienza per cittadini, amatori, madri, padri, figli, operai, non vedenti, danzatori, giovani danzatori, cioè l’incontro della comunità del gesto che interpreta la Divina Commedia nel luogo civico più importante e maestoso della città, per far emergere il corpo politico, che solo attraverso il gesto può dar luogo a una radura di esperienze.

INFERNO

Tutto ha inizio con l’Inferno. Una selva umana (tutti e 152 gli interpreti) si sposta in una continua risonanza da un lato all’altro del Salone dei Cinquecento, come un’onda che attraversa lo spazio: esattamente 33 sponde per 60 azioni coreografiche. La tessitura musicale è opera del musicista e compositore Michele Rabbia che, attraverso percussioni dal vivo, ha accompagnato tutto lo spettacolo. La camminata di queste anime dannate è lenta, sofferta e come le anime dantesche, vagano senza sosta. Tra questi spicca il danzatore paraplegico Uliano Vescovini che, con il suo movimento al suolo, conduce le anime verso il Purgatorio, come un novello Caronte. Una “magnifica” bolgia di corpi che, spostandosi da un lato all’altro, rappresentano la condanna delle anime perdute ad un agire senza senso, privi di speranza, in una continua e irrisolta ricerca di un contatto fisico negato.

PURGATORIO

Le anime in attesa di giudizio sono qui rilette in chiave contemporanea da Sieni e trasformate in emarginati, immigrati, esuli che creano e disfano un accampamento notturno con cartoni, coperte di nylon, canne e bidoni. Divisi in 15 gruppi, queste anime vaganti eseguono attentamente cerimonie di costruzione di una comunità del gesto, attraverso piccoli movimenti ripetuti come rituali, fluidi e puntuali. Mettersi in ascolto dell’altro per creare una collettività, la ricerca di un senso comune di appartenenza sono gli elementi cardine del quadro. La dimensione collettiva di Dante, il suo dar voce alle persone, alla collettività, alle anime è un tratto che Sieni ha messo sicuramente in risalto durante tutte le azioni coreografiche.

PARADISO

Nell’ultima parte del cammino, il Paradiso, c’è  un’idea di sospensione. Disposti su quattro file i 152 interpreti danno vita a un labirinto umano fatto di abbracci, incontri, attraversamenti, in una ricerca continua dell’altro. Come onde che si avvicinano e si allontanano tra loro, i movimenti acquistano valori di solidarietà, fratellanza e unione che, oggi più che mai, acquistano un significato più profondo. La ricerca di vicinanza, comunità, socialità e di un semplice abbraccio non sono poi così scontati.


VIRGILIO SIENI

Coreografo e danzatore, fonda nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, imponendosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea europea. Crea spettacoli per le massime istituzioni musicali italiane e vince numerosi premi (Ubu, Danza&Danza, Lo Straniero, Anct). Nel 2013 Sieni è stato nominato direttore della Biennale Danza di Venezia e insignito del titolo Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese. Rappresenta l’Italia sia a Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013, con il progetto Arte del gesto nel Mediterraneo, sia a Bruxelles nell’ambito del Semestre Italiano di Presidenza dell’Unione Europea 2014 con il progetto Vita Nova sull’iconografia  sacra al Bozar Centre for Fine Arts. Nel 2015 realizza per la Fondazione Prada di Milano Atlante del gesto. Confermato direttore della Biennale Danza di Venezia, Virgilio Sieni è un’artista riconosciuto in tutto il mondo.

L’apertura a non professionisti di ogni età è indice di un’aspirazione all’universalità del linguaggio della danza, che mette in relazione il vissuto di ognuno creando condivisione, trasmissione del gesto e del sapere fino alla costruzione di vere e proprie comunità del gesto. Un dialogo che Sieni indaga fin dalla nascita dell’Accademia e che, come in altri lavori in spazi altri (città, musei, palazzi storici), lo hanno portato alla creazione di spettacoli o site specific dai forti valori simbolici, storici, ideologici e sociali.

Intenso, coinvolgente e ricco di pathos, lo spettacolo di Sieni porta con sé numerose riflessioni, dalla socialità alla solidarietà, dalla vicinanza all’ascolto dell’altro. Temi che oggi, ancor di più, ci toccano da vicino.

La Commedia- afferma Sieni– esprime in maniera molto chiara tutto un atlante di posture e di dinamiche. In ogni tratto emerge la danza, il movimento, lo spostamento dei piedi, le spirali e in tutto quello che è lo sguardo della Commedia. In ogni istante emerge proprio un approfondimento sul concetto di danza, se per danza si intende il cammino dell’uomo verso la consapevolezza trasfigurata del gesto quotidiano. Questa danza e questo cammino della Commedia vanno a coincidere, per me, con il più profondo senso della danza“.

 

Lo spettacolo può essere visionato al seguente link

https://www.raiplay.it/Divina-Commedia-Ballo-1265

 

 

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Marta Sbranti

Marta Sbranti, classe 1989. Dopo il Diploma presso l'Istituto d'Arte Franco Russoli di Pisa mi sono laureata in Scienze dei Beni Culturali curricula storico-artistico. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media, presso l'Università di Pisa. La mia tesi di laurea "Musei e Danza" unisce le mie due grandi passioni la danza e l'arte, che coltivo fin da piccola.
"Toccare, commuovere, ispirare: è questo il vero dono della danza".
(Aubrey Lynch)

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