6 Dicembre 2019

In vista del 17 marzo, data in cui si terrà il TEDx a Livorno, Luca Leonardini, promotore dell’evento e fondatore dell’associazione cultuale Livorno2020, ha intervistato cinque giovani imprenditori livornesi, che interverranno in occasione della conferenza per raccontare le loro storie.

In quanto media partner ufficiale del TEDxLivorno e come associazione culturale giovanile fortemente radicata sul territorio cittadino, Uni Info News ha analizzato le interviste suddette (che potete trovare qui) soffermandosi, in particolare, sul rapporto tra livornesità ed imprenditoria.

Tutti e cinque gli intervistati, nel corso degli anni, si sono ritrovati, più o meno stabilmente, a fare esperienza all’estero, smentendo con i fatti lo stereotipo di un’economia labronica esclusivamente settoriale e territoriale; ciò nonostante non hanno mai perduto gli aspetti migliori del carattere della città, che alla fine si sono dimostrati dei preziosi vantaggi, in particolar modo nell’ambito lavorativo.

Ad una prima lettura, risulta subito evidente come ogni ospite abbia sottolineato l’importanza dell’affabilità e della schiettezza tipiche dei livornesi. “[…] siamo schietti e sinceri come pochi in Italia e nel mondo sanno esserlo” ha affermato ad esempio Andrea Ariesti di 3DNextech, concetto poi ribadito da Luca Ciucci, ricercatore presso la James Cook University di Cairns, in Australia, il quale ha sostenuto che “[…] siamo particolarmente aperti e abbiamo ereditato un atteggiamento che non teme il confronto con il diverso, con le altre culture”.

Gli intervistati inoltre, hanno posto l’accento sul pragmatismo, così come sulla nostra innata capacità di arrangiarsi in contesti difficili e di pensare fuori dagli schemi: doti fondamentali nel complicato, nonché dinamico contesto odierno.

Queste giovani eccellenze hanno, quindi, esportato un po’ di genuina labronicità in giro per il mondo ed alcuni di loro sono poi tornati nella loro città d’origine, creandovi lavoro innovativo.

Contrariamente a quanto certi stereotipi inducono a credere, peraltro, esercitare attività d’impresa a Livorno è difficile, ma non impossibile e anzi, sotto alcuni aspetti addirittura preferibile, come ha affermato Gianfranco Morelli, socio di Geostudi Astier: “E’ fuori di dubbio che una città delle dimensioni di Livorno offre una qualità della vita migliore rispetto alle grandi città o alle grandi aree metropolitane. Il ritmo di vita è più lento, a tutto vantaggio delle relazioni familiari”.

Ad ogni modo, dalle interviste emerge la speranza per una Livorno diversa, che possa tornare ad essere moderna e attraente; per farlo è però necessario puntare sullo sviluppo tecnologico e soprattutto sulla ricchezza culturale che ci ha sempre caratterizzato, sin dalle nostre origini.

Non sorprende, infine, il fatto che gli intervistati abbiano suggerito, in modo pressoché unanime, ai giovani appena diplomati, di scegliere percorsi di vita non improntati esclusivamente sui potenziali sbocchi professionali e sulle esigenze contingenti del mercato del lavoro. Al contrario, essi hanno consigliato loro di individuare delle passioni da coltivare e da perseguire con tutti i mezzi a disposizione, in modo da ritagliarsi un autonomo spazio lavorativo incentrato su di esse, il tutto pensando non più in una prospettiva esclusivamente locale e italiana, bensì europea e internazionale, come affermato esplicitamente dal ricercatore Gabriele Trovato.

Creare lavoro quindi, sapersi costruire un futuro basandosi, con determinazione, sui propri interessi. Livorno è una città che può ripartire, ricca di risorse e di capitale umano da valorizzare.

Tutto questo verrà affrontato il prossimo 17 marzo al Teatro Goldoni, durante il TEDxLivorno: “Imagine beyond the horizon”.

 

Marco D’Alonzo
Benedetta Cirillo 
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Vivo a Livorno, ho 23 anni e studio Scienze Politiche all'Università di Firenze.
Mi appassionano la politica, l'arte, la musica ed il viaggio.

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