21 Febbraio 2024

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Introduzione

Questo terzo articolo parla della “coesione sociale come scopo finalizzato” al rafforzamento dei legami di generazione, che abbiamo visto in “The First Tag”.


Coesione sociale e pluralismo

“La c. sociale è una condizione relazionale, una trama di rapporti tra più elementi di un sistema”.

A Livorno, come in Italia, viviamo in una società pluralistica, cioè formata da individui e gruppi di orientamenti diversi, che partecipano alla vita pubblica, sviluppando le proprie culture o ideologie, non ché i propri interessi.

La degenerazione del pluralismo si verifica quando il comune vivere delle persone si allontana dai principi di convivenza comune, generando un conflitto dei diversi interessi che sfocia nell’intolleranza tra i gruppi sociali.

A livello nazionale stiamo assistendo sempre di più a questo fenomeno, effetto dell’individualismo, che porta le persone a percepirsi come atomi e non più come molecole facenti parte dello stesso corpo sociale.

Secondo P. Foglizzo, l’equilibrio coesione-pluralismo è perseguibile con obiettivi di lungo periodo, valorizzando il protagonismo delle persone e delle formazioni sociali. Considerando le reti di cittadinanza solidale come strumento per rendere le diversità fonte di arricchimento reciproco.

Riscoprire le diversità, quindi.


Le nostre rispettive peculiarità.

La Coesione Sociale: uno scopo

“In fisica la coesione è la proprietà dei corpi di resistere alle azioni volte a separare le molecole che nel complesso formano una sostanza” (Q. Camerlengo).

Pensandoci come atomi di carbonio, la rigenerazione dei “legami covalenti”, ci porta alla riscoperta del nostro “essere corpo”, insieme.

Il compito della coesione è di rendere compatto quell’insieme di atomi eterogenei, compensando le forze centrifughe del pluralismo e, quindi, considerando le diversità delle persone come risorse.

La nostra coesione, prosegue Camerlengo, alimenta una condivisa azione di solidarietà e corresponsabilità contro esclusione, isolamento e perifericizzazione.

La coesione, in un certo senso, rappresenta l’insieme di molti legami di generazione che possiamo maturare intorno alle condizioni che ci riguardano.

Soffermarsi sul loro significato, forse può aiutarci a diminuire le distanze tra noi.

Intanto che riflettiamo, mi fa piacere evidenziare un legame “covalente” che è sia di generazione che di cittadinanza.

La coesione spontanea

Le relazioni forti, caratterizzanti la coesione, spesso non vengono riconosciute come tali nella vita di tutti i giorni.

Resta senza dubbio vero che queste relazioni si manifestano in tutta la loro potenza nei momenti di difficoltà, generando un’azione che risponde a quelle problematiche diffuse.

È quasi come se fosse una coesione spontanea che si manifesta all’occorrenza.

Ed è forse una coesione che nasce dall’intima consapevolezza di appartenere al medesimo tempo.

Si è realizzata con la raccolta firme per la legge 109/96, durante l’alluvione di Livorno del 2017, durante la campagna vaccinale, con il Fridays For Future, con le manifestazioni per e con la Scuola, nonché, diverse altre volte.

È una coesione spontanea e indotta da circostanze ambientali e storiche critiche, che richiedono una risposta immediata e responsabile.

Una responsabilità che fa da esempio e che dobbiamo tener presente, visto che racconta il bello che riusciamo a generare.

È nei grandi momenti di fragilità dei nostri concittadini adulti ed anziani, che la popolazione giovanile si solleva per dimostrare tutta la sua solidarietà ed il proprio senso civico, nel supportare con grande responsabilità chi ne ha bisogno.

Quella consapevolezza fa già parte di noi in quel presente. Va soltanto rinforzata per il nostro prossimo e, ancor meglio se anteriore, futuro.

Perché, come dice Camerlengo, queste forze di coesione vengono alimentate dalla consapevolezza di appartenere ad un unico destino.

Sono certo che la nostra generazione, ancora una volta, riuscirà a dimostrare il proprio senso di corresponsabilità, in una coesione spontanea che certifica il valore del suo spirito di cittadinanza.

 

“I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.”

Sandro Pertini, 1978 – Presidente della Repubblica

 

Marco Pacini

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