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Rischiare il futuro: la complessità dell’immigrazione raccontata dagli Scout

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“Rischiare il futuro” non è soltanto uno slogan, ma la difficile avventura di chi lascia il proprio paese, qualsiasi paese, in cerca di un avvenire migliore, per sfuggire a persecuzioni etnico-religiose o persino da guerre. “Rischiare il futuro” è anche il titolo della serata con cui la Comunità R/S (cioè i ragazzi dai 16 ai 20 anni) del gruppo scout Livorno 10, ha cercato di raccontare questo fenomeno irreversibile e molto complesso.

Tutto ha inizio da un evento preciso: il Fuoco Regionale di Pentecoste, che ha coinvolto tutti i ragazzi scout dai 16 ai 20 anni della regione Toscana, attraverso alcune linee guida che hanno portato i ragazzi ad approfondire durante l’anno un tema specifico sui giovani e la cittadinanza attiva. All’interno di questo percorso, che si è concretizzato con un evento di due giorni a Lucca, e che ha visto la stesura di un documento che incarna gli intenti di una generazione che non vuole essere passiva, ma attiva e costruttiva, la Comunità R/S ha conosciuto varie realtà: noi di Uni Info News, in quanto associazione di cittadinanza attiva composta da giovani universitari e neo-laureati che gestiscono un sito di informazione e organizzano eventi sul territorio; Africa Academy Calcio, un’associazione che raccoglie giovani migranti promuovendo la loro integrazione attraverso lo sport; e la Caritas diocesana, che ha aperto loro i luoghi di accoglienza per i migranti, dove “immigrazione” non è una retorica politica, ma un’esperienza di volti e storie che si intrecciano grazie a una rete di solidarietà attiva.

Per tirare le somme di questi mesi di incontri, storie e diverse esperienze, giovedì 7 giugno i ragazzi della Comunità R/S hanno organizzato una veglia rover serale, cioè un evento con una particolare modalità narrativa mista tra pura informazione e “teatro interattivo”. Il senso era quello di narrare la loro esperienza in modo coinvolgente, nella speranza di avere una ricaduta sul territorio: per questo è stata scelta come location il teatro parrocchiale di San Giuseppe, con una partecipazione di circa cento persone.

La serata ha visto il pubblico diventare “migranti per una sera”, così ogni partecipante ha potuto sperimentare sulla propria pelle il viaggio e l’iter burocratico medio di ogni migrante in Italia, sia esso richiedente asilo o altro, dagli Hotspot, passando per le commissioni, fino ai CAS e agli SPRAR. Il focus era incentrato sui migranti che sbarcano via mare in Italia, soprattutto africani, e conciliava questa esperienza interattiva a momenti informativi fatti di interviste, filmati, esposizione dei dati sui flussi migratori degli ultimi anni e racconto tecnico di come funzioni il sistema di accoglienza italiano.

Successivamente è intervenuto Beniamino Franceschini, un politologo che fa parte di un’associazione chiamata Il Caffè Geopolitico, che gestisce un sito di informazione e una rivista che trattano di argomenti geopolitici da un punto di vista accademico. Nel suo intervento ha parlato della complessità del fenomeno migratorio, superando ogni strumentalizzazione mediatica, e spiegando che in Italia ci sono molti tipi di immigrazione diverse, non soltanto dall’Africa. Franchescini ha sostenuto non soltanto che i flussi migratori non diminuiranno nei prossimi anni, ma che per gestire al meglio questa dinamica da sempre esistente, sia indispensabile che i governi occidentali cerchino di affrontare il problema alla radice, concentrandosi sullo sviluppo dei paesi più in difficoltà, non soltanto a livello economico, ma anche con una particolare attenzione ai diritti fondamentali di ogni cittadino.

             

 

La serata organizzata dalla Comunità R/S è stata molto significativa, perché ha permesso al pubblico di lasciare da parte ogni pregiudizio e convinzione derivante dalla propaganda mediatica, per conoscere la questione “immigrazione” per quello che è veramente: un fenomeno molto complesso, che non necessita di facili soluzioni o di slogan, ma che per essere compreso, analizzato e gestito al meglio, sicuramente merita almeno di essere approfondito.