9 Dicembre 2022

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Soldato americano – Guerra in Vietnam
Aria di guerra nella regione mediorientale divenuta in questi ultimi giorni la più calda del globo! La Siria torna alle cronache quotidiane dopo mesi che era caduta nel dimenticatoio collettivo…il movente: gas nervino.

Gas utilizzato dal regime di Assad ai fini della repressione violenta nei confronti dei ribelli e della popolazione civile stando alle informazioni filtrate sia dagli U.S.A, che da Israele e Francia, mentre sono fortemente smentite dal democratico Iran e dalla Russia, principale fornitore di armi di Bashar al-Assad, presidente,(dittatore), siriano.


L’ipotesi di utilizzo di gas in Siria è stata confermata però dal capo dei medici legali di Aleppo che ha disertato il regime del tiranno pochi giorni fa, mentre secondo media iraniani invece agli Stati Uniti già otto mesi fa sono state passate informazioni inerenti all’introduzione di gas nervino ad opera, guarda caso, dei ribelli siriani senza però specificare dove questi li abbiano acquisiti. Le prime scintille sono già scoppiate, sembra che i fuochi d’artificio siano pronti, manca solo l’accensione della miccia per far iniziare la gran festa, difatti Israele ha annunciato di aver effettuato un test missilistico congiunto con gli U.S.A, lanciati alle 10.16 dal Mediterraneo centrale verso il Mediterraneo orientale, (informazioni rilevate dal radar Armavis).

Il Pentagono smentisce ogni possibile collegamento fra l’esercitazione nel Mediterraneo e l’intenzione di un attacco militare alla Siria, anche se sembra più che palese.

Il Presidente francese, Francois Hollande, “lavandosi le mani”, delega ad altri il destino del proprio Stato, da gran d’uomo di sinistra quale si professa, pur sempre francese e quindi pur sempre incline alle armi, ma senza alcun tipo di attributo di uomo di Stato, aspetta la decisione del Congresso americano che qualora neghi un qualsivoglia intervento in Siria, squittirà, come il topolino Ratatouille, chinando la testa e acconsentendo ancora al proseguimento  ancora una volta del massacro siriano. Tutto dipende dagli Stati Uniti, ancora una volta.

Vista la debolezza dei Paesi della regione o visti i loro interessi individuali troppo preponderanti, vista la debolezza dell’UE e l’incapacità di ogni organo a livello internazionale, in primis l’ONU, siamo ancora una volta legati alle decisioni di uno Stato per altro molto più lontano geograficamente di noi dal luogo dell’eventuale possibile scontro.

Obama “rassicura” il mondo affermando che non sarà un nuovo Afghanistan o un nuovo Iraq, i più perspicaci potrebbero intravedere invece una nuova Siria: un ammasso di confini, città, tombe che abbia ancora il suo nome, i suoi confini geografici, ma all’interno: caos, talebani che uccidono la popolazione civile e la moda di tutti i paesi musulmani, cioè l’applicazione della Sharia, secondo il loro pensiero aperto e democratico.

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Macerie a Damasco
Obama ha richiesto un voto rapido al Congresso per far sì che l’America possa rispondere a quello che è stato riconosciuto come il “limes” che al-Assad non doveva oltrepassare: l’utilizzo di armi chimiche. Rispondere, ma come?


Il Presidente degli Stati Uniti rifiuta categoricamente l’ipotesi di una guerra che si possa protrarre per diversi anni come già successo in conflitti recenti pensando quindi a un’azione limitata, una sorta di raid, che possa in qualche modo punire Assad del gesto e dare giovamento ai ribelli siriani. In tutto questo sembra di affrontare una partita ai videogame…infatti ci viene propinata l’immagine di un raid, isolato e unico, al posto di una guerra logorante e sanguinosa, quasi una sorta di cerotto che deve essere strappato velocemente, ma in realtà un’azione di guerra della portata di un raid avrà certamente delle ripercussioni di non poco conto e sicuramente sarebbe l’inizio di una semina di morte di chissà quali proporzioni.

L’assetto politico che si potrebbe figurare è imprevedibile e rischioso: Israele, Francia e U.S.A da una parte, (con probabile appoggio di molti Paesi Europei) e dall’altra la Siria, l’Iran, la Russia e poi chi? Sembra che questa situazione possa sfociare in un conflitto che di regionale ha ben poco, ma richiamare le ombre oscure di guerre mondiali fa rabbrividire chiunque, quindi meglio tacere e parlare di piccole baruffe medio-orientali.

Matteo Taccola

Matteo.taccola92@gmail.com

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Matteo Taccola

Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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