Un’intervista a una band? Non è proprio una band qualunque!

Annalisa Castagnoli - 23 Giugno 2015

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Annalisa Castagnoli - 23 Giugno 2015

Un’avventura chiamata Erasmus

Annalisa Castagnoli - 23 Giugno 2015
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Erasmus non è un anno della tua vita ma la tua vita in un anno

recitava una scritta su un muro di Bairro Alto a Lisbona. Si perché l’Erasmus, il famosissimo programma europeo che ti consente di passare un anno all’estero per studiare o lavorare, non è solamente un progetto, ma molto di più.

Comincia tutto con la domanda di partecipazione. Scarichi il bando, cerchi le mete europee che più ti piacciono e ti candidi. Aspetti con ansia quei risultati che verranno affissi appena fuori l’ufficio del coordinatore d’area della tua facoltà e finalmente scopri che hai vinto il posto, dopo settimane di attesa. Sei euforico, vorresti partire subito, ma ci sono ancora 4/5 mesi davanti a te prima di iniziare questa nuova avventura. Ti godi appieno l’estate, stai più che puoi con la famiglia e gli amici, sognando però quel che sarà di lì a poco. Una settimana prima della partenza inizi a fare le valigie. Vorresti portare con te più cose che puoi. Maledici le dimensioni dei bagagli imposte dalle compagnie aeree e saltando, rotolando e schiacciando quelle valigie così cariche e piene riesci finalmente a chiuderle. Guardi la tua stanza, in fondo non la rivedrai per un bel po’, ma è una sensazione piacevole anche se con una piccola nota di commozione.

Poi arriva il giorno della partenza e l’ansia inizia a farsi sentire, sempre più forte. Parenti e amici si ritrovano all’aeroporto con te, per un ultimo grande saluto di arrivederci e tu non puoi far altro che piangere e ridere, totalmente inconsapevole di quello che accadrà nei prossimi 6/9 mesi. Varchi la soglia del gate. Tu non te ne rendi ancora conto ma è proprio lì che inizia il tuo viaggio. Non salendo sull’aereo, non scendendovi in terra straniera né tanto meno posando le valigie nella tua nuova stanza. Ma la, cercando la porta d’imbarco e aspettando in fila il tuo turno per poter partire. Arrivi in terra straniera e le certezze cominciano a lasciar spazio alla paura. Dover cavartela da solo, è questa la sfida più grande. Superato però il trauma di cercare casa e orientarsi in quella nuova città, cambia tutto!

erasmus

erasmus

Le prime lezioni all’università sono le più eccitanti: professori e alunni che parlano una lingua che non è la tua, materie totalmente nuove. Inizi a capire che la tua scelta dopotutto è stata azzeccatissima. E poi nascono le nuove amicizie, che iniziano da un semplice “ciao, anche tu Erasmus?” e sembra di conoscersi da sempre. Poche settimane e la vita che conducevi fino a poco tempo prima sembra un vecchio sonno ormai passato, un lontano ricordo chiuso in un cassetto.

I tuoi coinquilini diventano la tua seconda famiglia, c’è feeling, complicità e tanta voglia di condividere esperienze insieme. Il divertimento è talmente tanto che sembra normale aspettare l’alba e tornare a casa e ricominciare da capo. Ogni giorno una scoperta, ogni giorno una nuova gioia e mentre i mesi passano ti rendi conto che è sempre stata questa la vita che volevi! Le vie di quella città è come se le avessi sempre conosciute, i luoghi che frequenti ti calzano a pennello. Tutto quadra, tutto è al suo posto. Ti senti leggero, spensierato e casa ormai non ti manca più. Ma c’è una cosa che non puoi controllare.. il TEMPO! Corre troppo veloce, impossibile trattenerlo! Le stagioni passano e con loro diminuiscono i giorni che ti restano. Sei così legato a quel luogo, a quelle persone, che vorresti non lasciarle mai.

Erasmus directions

Amount of direction signs with europeans countries names.

Ma tutte le cose hanno una fine e purtroppo un aereo ti aspetta per riportarti a casa. Mentre richiudi le valigie, cariche di troppi ricordi che quasi non ci stanno dentro, dai un ultimo sguardo a quella camera che ti ha visto vivere in tutti questi mesi, ti ha visto tornare a casa ad ogni ora del giorno e della notte, ti ha visto ridere, studiare, dormire, fumare, ascoltare musica, amare! Mentre ti chiudi la porta alle spalle, ti volti e ti rivolti indietro, più triste che mai. Sull’aereo vedi scorrere paesaggi e nuvole sotto di te e lacrime solcano le tue guance. Un altro capitolo della tua vita che se ne va.  Ma in realtà, chi è stato protagonista di un’esperienza Erasmus sa perfettamente che niente se ne andrà davvero, rimane tutto dentro di lui, soprattutto gli affetti. Le amicizie, gli amori, la vita stessa vissuta in quella città sono la cosa più bella che ti potesse capitare. E anche se a casa ritrovi la tua vecchia vita e ti sembra di non essere mai partito, i ricordi busseranno sempre alla tua porta e tu non potrai far altro che accoglierli, con tutta la gioia e la nostalgia di questo mondo.

L’Erasmus non è un anno della tua vita, ma la tua vita in un anno. E allora che aspetti? Prendi tutto e parti di nuovo, vivila con tutte le forze che hai questa vita troppo breve, che scorre in fretta. E se ancora non sei partito, fallo!

 

Dedicato alla mia seconda città, Madrid e ai miei splendidi coinquilini! Una vez en la vida!

 

Email: annalisa.castagnoli15@gmail.com

Templo de Debod

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