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“Il Girello” di Jacopo Melani e le sua marionette divertono il pubblico del Verdi

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“Il Girello” di Jacopo Melani, punto cardine della Commedia dell’Arte, ha calcato di nuovo le scene teatrali in una veste che può essere goduta a più livelli, sia come puro intrattenimento musicale, sia come scavo archeologico e filologico relativo al testo e alla forma.

 

Il prologo di Alessandro Stradella

I personaggi comici vestono i panni delle “maschere” tipiche della Commedia dell’Arte. 
Alle marionette, manovrate con sapienza dalla Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, hanno prestato la voce i tenori Alberto Allegrezza e Riccardo Pisani, il basso Giorgio Marcello, il controtenore Riccardo Angelo Strano e la soprano Jennifer Schettino.

“IL Girello” è uno dei drammi burleschi più importanti del panorama musicale italiano ed europeo del Seicento. La versione “…con fantoccini…” deve il suo debutto al Carnevale di Venezia del 1682.

da sinistra Girello (voce Giorgio Marcello), Ormondo (voce Riccardo Pisani), Filone (voce Giorgio Marcello), Mustafà (voce Riccardo Angelo Strano), Tartaglia (voce Alberto Allegrezza)

L’opera scritta da Filippo Acciaiuoli e musicata dal compositore pistoiese Jacopo Melani è una parodia del potere e del suo utilizzo.
La trama ha i tratti tipici della Commedia dell’Arte: per via di una magia Girello, il protagonista eponimo dell’opera, ottiene il potere che gli consentirò di farsi beffa dei potenti, rei di aver maltrattato non solo lui, ma anche l’amata moglie Pasquella.

Filone, Girello e Pasquella (voce Alberto Allegrezza)

Grazie alla maestria dei cantanti si è mantenuta per tutta la durate dello spettacolo una perfetta sincronica fra i movimenti delle marionette e le voci; il tenore Alberto Allegrezza ha divertito il pubblico nei panni di Tartaglia, il carceriere dell’opera. Rispettando la comicità tipica della Commedia dell’Arte è riuscito tuttavia ad elevare un personaggio che in passato è appartenuto all’ambiente popolare: tutto questo è stato possibile grazie alla sua bellissima voce e una scansione musicale che ha colpito gli spettatori, i quali hanno molto apprezzato la sua performance.

da sinistra Odoardo (voce Riccardo Pisani), Mago (voce Giorgio Marcello), Ormondo, Filone, Tartaglia

Sebbene tutti i cantanti siano stati perfetti nella dizione e nei toni, un meritato applauso si è sciolto a fine spettacolo per la soprano Jennifer Schettino, la quale ha toccato tratti di lirismo che hanno commosso i presenti, sciogliendo nell’amore “impossibile” fra Mustafà e Doralba l’immagine di ogni amore della letteratura e della lirica che finisce in tragedia. Grazie alla sua voce limpida ha commosso gli spettatori esaltando i toni supplichevoli e lacrimevoli di un sentimento profondo, che, come accade nella Commedia dell’arte, si risolve in gioia, ma che mantiene in sé, passando attraverso tante peripezie, il germe di un amore tormentato.

da sinistra Mustafà, Doralba (voce Jennifer Schettino), Tartaglia