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Il campionato di Serie A è finito. La serie cadetta e quelle minori hanno già dato tutti i verdetti. I Mondiali quest’anno non ci sono. E Neanche gli europei. Quindi che fare?

E’ presto per il calciomercato. Ci sarebbe la Copa America, ma non ti emoziona, suvvia non sei li ad esultare. Le amichevoli della Nazionale sono di una tristezza unica. E quindi? E’ possibile che non ci sia niente per noi amanti dello sport in questa estate?

Ecco è qui che molti italiani si fermano. Per l’italiano medio esiste il pallone. Quello e soltanto quello. Personalmente sono un estimatore e un provetto cronista di questo sport, ma per fortuna riesco ad ampliare le mie vedute e così in un tiepido martedi sera di giugno accendo su Rai Sport 1.

Finale del campionato italiano di Pallacanestro. Gara due. Reggio Emilia contro Sassari. Premetto, amo questo sport da vedere, mi piace l’eurolega e anche l’Nba, ma spesso mi scordo che c’è. Ed è così che ti trovo l’alternativa estiva.

Due squadre non molto conosciute. Sassari si è distinta l’anno passato, ma entrambe non hanno mai vinto il tricolore. Gli spettri di Mens Sana(promossa in A2 domenica dopo la retrocessione ndr) e Armani Jeans Milano non ci sono più. E allora via allo spettacolo. Come se la testa del  campionato di calcio italiano fosse in bilico tra  Chievo Verona ed Empoli(non me ne vogliano i tifosi di queste due squadre.) Ed’ proprio questo che rende magico l’evento.

Uno spettacolo. In campo e sugli spalti. Una bolgia accompagna i due quintetti per tutto il match. Un super Reggio Emilia stende il Banco di Sardegna Sassari per 84-71 con un  Cinciarini che si esalta in regia, quindici punti per lui. Un Polonara in stato di grazia, venti punti, sei rimbalzi e tre assist. Ed un Rimantas Kaukenas che a trentotto anni suonati sembra un ragazzino. Il lituano fa vedere quanto serva ai reggiani a fine del terzo quarto: più sedici per i biancorossi, palla persa in attacco, si arrabbia, urla, riprende la sfera e va a canestro. Qualcosa di incredibile. Sassari è costretto a cedere il passo per la seconda volta anche se il rientro dalla squalifica di Lawal(sette punti e tredici rimbalzi) e l’irreale 100% dal campo per Jeff Brooks(18 punti e 11 rimbalzi) tengono ancora in corsa i sardi.

Dopo le due sfide del PalaBigi la contesa si sposta al PalaSerradimigni che, come il palazzetto di  Reggio Emilia, sarà stracolmo di persone. Addirittura la notte scorsa i tifosi si sono fatti la fila per accaparrarsi per primi i biglietti alle prime luci del giorno.

Ed è proprio questo il bello. Reggio Emilia si stringe vicino ai biancorossi. La Sardegna si coccola la Dinamo Sassari. Una passione incredibile. Sugli spalti anche ieri sera era una continua festa. Per entrambe le squadre e per i tifosi è un sogno questo scudetto. E nessuno, tranne il parquet, potrà levarglielo.

 

Che partita però. Una emozione continua. Da una parte gli emiliani allenati da Massimiliano Menetti. Un omone con camicia bianca e cravatta rossa. Sempre ad urlare. Se fosse per lui prenderebbe pure palla ed entrerebbe a giocare. Dall’altra i sardi allenati da Romeo Sacchetti. Pacato ma deciso. Sempre attento all’azione. Vestito con la vecchia tuta di rappresentanza. Ricorda nel modo di fare Sarri. Una sfida che dietro ha anche qualcosa di romantico, ed è questo il suo bello.

 

Giovedi si gioca gara tre. Quindi amanti dello sport non state lì a fare zapping. Mettete Rai Sport 1. E non ve ne pentirete. Sembra strano, ma Mamma Rai ha dei commentatori per il basket fenomenali. Due speaker che ti fanno emozionare. Altro che Nazionale calcistica e pallone.  La palla a spicchi è una soluzione sicura e valida.

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Dario Baldi