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Primo Levi: “I sommersi e i salvati”

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27 Gennaio 2016 – In occasione della giornata della memoria, vi proponiamo la lettura de “I sommersi e i salvati”, ultima opera dello scrittore ex-deportato Primo Levi, pubblicata nel 1986, l’anno prima della sua morte. Primo Levi (1919-1986) è il testimone esemplare di uno degli avvenimenti più strazianti della storia europea: la deportazione nei campi di concentramento e la riduzione in schiavitù di milioni di esseri umani, compiute dalla Germania nazista di Hitler.

Primo_LeviLevi, dopo essersi laureato in chimica, entrò a far parte della resistenza italiana, ma la sua esperienza di partigiano non durò a lungo, poiché fu catturato nel 1944 e in quanto ebreo, deportato ad Auschwitz. In seguito alla liberazione dal campo di sterminio nel 1945, riprese la sua carriera di chimico, conciliandola con la sua passione per la scrittura. Nata per diletto durante gli anni universitari, la scrittura diventò una vera e propria esigenza dopo l’atroce esperienza del lager. Levi si sentì investito del compito di testimoniare, di ricordare, di non lasciare che con il tempo i ricordi svanissero e le persone dimenticassero le atrocità della Seconda Guerra Mondiale. Scrive Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perchè ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

arton67001La sua scrittura è infatti febbrile, incisiva e cruda, soprattutto nei primi libri memorialistici come “Se questo è un uomo”. Il suo stile è asciutto e privo di virtuosismi retorici, in grado di analizzare con la lucidità dello scienziato, tutti i terribili fatti che lo coinvolsero in prima persona. Levi, nonostante abbia ottenuto riconoscimenti e premi anche per pubblicazioni non inerenti alla Shoah, con I sommersi e i salvati, torna sullo scottante tema che lo ha tormentato tutta la vita: la vergogna di essere un salvato. Dalle sue pagine trapela una profonda malinconia e un senso di vero disgusto nei confronti del genere umano, capace di restare in silenzio a guardare che il massacro degli ebrei venisse compiuto, senza intervenire tempestivamente a impedirlo.

giornata-della-memoriaLevi è inoltre pioniere di un’innovativa categoria di individui che definisce turpi e patetici: gli abitanti della cosiddetta zona grigia, ovvero lo spazio non ben delimitato che separa le vittime dai carnefici, il quale è purtroppo tutt’altro che vuoto. La zona grigia è costellata di figure che svolgono mansioni di ogni genere per i tedeschi, prigionieri essi stessi, corrotti da una razione supplementare di zuppa o da un tozzo di pane, che si rivelano in certi casi persino più feroci dei nazisti stessi, alienati dalle disumani condizioni di vita in cui vertevano.

Questo libro ci appare come il testamento spirituale di uno scrittore, che non ha mai trovato pace per essere sopravvissuto al posto di altri, probabilmente migliori di lui, per una fortuita concatenazione di eventi, dettati unicamente dal fato. Nel 1987 Levi decise appunto di togliersi la vita, gettandosi dalle scale della sua casa di corso re Umberto a Torino, la casa in cui era nato e nella quale aveva sempre vissuto, ponendo così fine al suo profondo disagio interiore. Lo scrittore E.Ferrero nel suo saggio critico “Primo Levi, vita e opere”, riassume così il dissidio di quest’uomo che non si è mai perdonato per essere rimasto in vita: “Sia pace all’ex-deportato 174517, che riposa all’ombra amica di un acero nel cimitero ebraico di Torino”. Un libro commovente, che consiglio a tutti di leggere per riflettere sul nostro passato, affinchè i crimini commessi non si ripetano mai più in futuro.

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Libro: " I sommersi e i salvati"
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