1 Dicembre 2020

Recensione de La Fine del Mondo 

la-fine-del-mondo-la-locandina-italiana-282271Iniziata nel 2004 con L’alba dei Morti Dementi (Shaun of the Dead) e proseguita nel 2007 con il successivo Hot Fuzz, la trilogia del cornetto giunge quest’anno alla sua conclusione con la pellicola The World’s End: La Fine Del Mondo! Dietro alla macchina da presa ritroviamo Edgar Wright e sulla scena torna la scoppiettante coppia composta da Simon Pegg (Star Trek; Mission Impossible – Protocollo Fantasma) e Nick Forst (I Love Radio Rock). I due talenti britannici saranno accompagnati in questa rocambolesca avventura da un cast tutto made in England composto dall’ormai noto Martin Freeman (Lo Hobbit – La trilogia; Love Actually – L’amore davvero), Rosamund Pike (Orgoglio e Pregiudizio; Jack Reacher), Eddie Marsan (Sherlock Holmes; Filth) e Paddy Consindine. Dopo il flop Paul, film del 2011 anch’esso comico/demenziale a stampo fantascientifico, Wright e Pegg decidono di  ritornare alle “origini” del loro planetario successo e scrivono/dirigono quello che sarà il capitolo conclusivo di una serie che ha saputo convincere sia il pubblico che la critica, tanto che il primo lungometraggio viene, tutt’oggi, considerato un vero e proprio cult tra gli Zombie-Movie ed è stato elogiato nientemeno che da Romero e altri registi di fama mondiale. Uninfonews.it ha deciso di dire la sua su questo epico finale, tanto atteso, e invitiamo tutti voi a continuare la lettura dell’articolo e condividere o criticare la nostra opinione! Buon Proseguimento!


Cinque amici d’infanzia, Gary, Oliver,Andrew e Steven, si riuniscono dopo vent’anni a Newton Haven per ripetere un “epico” tour dei pub della loro giovinezza, tornando alla loro città natale ancora una volta per tentare di raggiungere il leggendario locale chiamato “La Fine del mondo“. Tuttavia nel corso della notte, cominciano a rendersi conto che in ballo non vi è solo il loro onore, ma anche il destino del genere umano e completare il tour diventa l’ultima delle loro preoccupazioni.

worldsendleadL’aspetto più sorprendente de La Fine del Mondo è quello di aver saputo dar vita ad un terzo capitolo tanto spassoso, scanzonato e divertente quanto lo erano stati i primi due. Sia chiaro, passata la novità ed affermato il successo, si doveva stavolta fare breccia nell’immaginario collettivo con una storia originale, ma allo stesso tempo coerente con quanto già visto nel passato e Wright, con l’aiuto di Simon Pegg che qui figura ancora una volta come sceneggiatore oltre che attore protagonista, riesce nell’impresa. I due mettono in scena un prodotto che si rifà alla più classica delle tradizioni britanniche e su questa base realizza un’avventura che intrattiene per 110 minuti senza mai annoiare o risultare eccessivamente sopra le righe. Il tutto senza perdere mai quell’aspetto demenziale ed un po’ ribelle che era stato di fondamentale rilevanza in Hot Fuzz e L’alba dei Morti Viventi; viene, stavolta, preso di mira, dopo lo zombie-movie e l’action-movie, il genere fantascientifico e gran parte degli elementi che lo caratterizzano a partire dai robot fino a ad arrivare ai cloni e all’invasione aliena. Possiamo, dunque, garantire divertimento, risate a crepapelle e comicità proprio come era stato fatto in passato. La regia di Edgar Wright è ancora una volta camaleontica, capace di assimilare apparentemente, tutte le tecniche ed i movimenti di camera visti nelle altre produzioni dirette da registi quali Spielberg, Lucas o J.J.Abrams, in particolar modo nelle “scene d’azione” che sono sempre abbastanza chiare sullo schermo e demenzialmente (in senso positivo!) spettacolari! Tuttavia, qualora qualcuno azzardasse l’ipotesi che il  film-maker non abbia una vera e propria impronta registica, ci permetteremo di dissentire in quanto l’intero lungometraggio è costellato da sequenze ed inquadrature che è possibile ritrovare nei due precedenti film e che, a maggior ragione, caratterizzano la visione e lo stile dell’autore. E’ una regia elegante, mai troppo elaborata o smisuratamente goffa e efficace. I dialoghi sono quasi sempre geniali, così come le innumerevoli battute.

The World's EndIl cast, formato principalmente da attori inglesi, funziona molto bene ed è composto numerose star di fama internazionale a cominciare dal duo comico Pegg/Frost fino a giungere all’ormai noto Martin Freeman alias Bilbo Baggins. Simon Pegg è straordinario, non c’è nulla da obbiettare, ed il suo Re Gary King cattura completamente la scena in ogni istante, bucando lo schermo con quella sua aria da rockstar decaduta e lo sguardo completamente perso. Non vi sono dubbi che l’attore inglese abbia portato alla luce un personaggio che ha tutte le carte in regola per non essere dimenticato dal pubblico, che riesce a mescolare talvolta aspetti grotteschi e folli di tanti altri protagonisti visti in famose produzioni recenti e strizzi l’occhio ad icone comiche come Jim CarreyFrost fa da spalla, come sempre, in modo egregio e a lui spetta, stavolta, la parte dell’amico che non si lascia andare allo svago e al divertimento, ma che rimane sempre ancorato al presente. Ottima, comunque, la sua prova. Convincente, inoltre, l’idea di inserire nel film un personaggio femminile, grazie al quale si crea una sorta di equilibrio tra i due sessi. Buona la fotografia, le scenografie e la colonna sonora, che si adatta benissimo a quel che accade in scena.

the-worlds-end-review-3The World’s End, ultimo capitolo della trilogia del cornetto è senza ombra di dubbio un degno finale, un film che ha al suo interno l’animo e la genialità che aveva caratterizzato L’alba dei Morti Dementi e Hot Fuzz, capace di intrattenere e divertire senza mezzi termini. Una conclusione che non sente né il peso degli anni né la responsabilità che porta sulle spalle, ma che, proprio come i suoi protagonisti, non si prende mai troppo sul serio e per questo motivo ne esce vincitrice a mani basse. Con un personaggio carismatico come quello interpretato da Pegg e affiancato da un buonissimo, quanto affiatato, cast il film, tra scherzi e spacconate, non si risparmia nel tessere una sottile critica verso l’uomo, la società e la decadenza non tanto morale, quanto esistenziale dell’individuo, che mette prima degli amici, della famiglia e del divertimento il lavoro, visto qui quasi come una sorta di schiavitù forzata che porta l’essere umano a comportarsi esattamente come un automa. Il film si vede tutto di un fiato, intrattiene, da spettacolo e offre una lezione a quelle produzioni Hollywoodiane che cercano di riscrivere i canoni della commedia o della farsa senza rispettarne la natura o scadendo nel banale o nell’eccessivo politicamente scorretto.  Non possiamo dire che La Fine del Mondo sia il capitolo meglio realizzato dei tre, in quanto è nostra opinione che la trilogia, nell’aver toccato vari generi cinematografici/letterari offra allo spettatore ed ai suoi gusti la possibilità di scegliere quale, tra quelli realizzati, sia il più riuscito, senza dimenticarci, tuttavia, che tutti e tre i lungometraggi sono, oggettivamente, ben fatti. The World’s End vi attende, cosa aspettate? Prendete un bicchiere di birra, mettetevi comodi con i vostri amici e gustatevi la pellicola in tutta la sua (demenziale) spettacolarità!

Claudio Fedele

 

 

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Claudio Fedele

Nato il 6 Febbraio 1993, residente a Livorno. Appassionato di Libri, Videogiochi, Arte e Film. Sostenitore del progetto Uninfonews e gran seguace della corrente dedita al Bunburysmo. Amante della buona musica e finto conoscitore di dipinti Pre-Raffaelliti.
Grande fan di: Stephen King, J.R.R. Tolkien, Wu Ming, J.K. Rowling, Charles Dickens e Peter Jackson.

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