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VERONA E’ RAZZISTA

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Allora, sembra che il paese si sia accorto che, forse, qualche Ultras dell’Hellas Verona sia razzista.

1996: striscione di “benvenuto” per Michael Ferrier, primo giocatore nero che avrebbe indossato la maglia dell’Hellas, “scappato” alla Salernitana dopo lo striscione

Pare che una quindicina di persone abbia ululato a Balotelli, il quale si è girato, ha tirato fuori le palle ed ha sparato quella di cuoio contro la curva, mandando tutti in culo.

Ovviamente Salvini ha colto l’occasione per paragonare il calciatore agli operai dell‘Ilva. Si scorda che l’uscita di scena di Arcelor Mittal è conseguenza dell’operato del suo governo e che, soprattutto, Balotelli con l’Ilva non c’entra un emerito cazzo di nulla.

Chiudendo la parentesi Salvini, adesso pare che la società dell’Hellas Verona abbia interdetto fino al 2030 il proprio capo ultras, colpevole di aver detto “Balotelli non sarà mai del tutto italiano”…

Il pullman dei veronesi, a Livorno, prima degli scontri dell’anno scorso in zona stadio

Insomma, 15 facinorsi e un capo ultras interdetto: si ripulisce la faccia della città, separandola dall’infamia dell’ epiteto “Verona città razzista”, addossando tutto a poche persone e prendendo provvedimenti roboanti e, a mio avviso, pure ingiusti.

Perchè uno non può essere interdetto da un luogo pubblico per più di 10 anni per una frase del genere, piuttosto, dovrebbe essere indagato per la sua attività di propaganda neonazista fatta, anche dentro lo stadio, come militante di Forza Nuova.  (https://www.youtube.com/watch?v=i8fjhqAtWQY#action=share)

La verità, è che da più di 40 anni (https://it.wikipedia.org/wiki/Tifoseria_dell%27Hellas_Verona_Football_Club), è AMPIAMENTE RISAPUTO da chi frequenta un minimo il mondo del calcio, che gli ultras dell’Hellas sono NAZISTI e quelli della Lazio, da 30 anni, sono FASCISTI. Non tutti i tifosi, ovvio, solo la parte più attiva, più visibile, quella che conta, in realtà.

Svastica e celtica, niente duce e fasci littori: il fascismo era troppo morbido e terrone.

A Verona si va a giro con le svastiche, si picchiano gay (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/14/verona-coppia-gay-aggredita-per-la-seconda-volta-benzina-lanciata-in-faccia-svastiche-allingresso-di-casa/4625281/), immigrati (https://www.globalist.it/news/2016/05/08/verona-insulti-razzisti-e-pestaggio-contro-4-stranieri-48658.html), antifascisti (https://www.larena.it/territori/bassa/cologna-veneta/indossa-maglietta-antifascista-un-28enne-picchiato-alla-sagra-1.6694892).

Gli ultras dell’Hellas spadroneggiano in città, cantando “siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica”

(https://video.repubblica.it/sport/verona-in-serie-a-la-festa-degli-ultra-tra-cori-nazisti-squadra-fantastica-a-forma-di-svastica/336295/336893).

Dov’è il resto della città, dov’è la Verona antirazzista?

Accanto a loro, tifa la squadra e fa finta di non sentire, non emerge, non si distingue, non rischia, si assuefà. Tutto sommato, sono i loro ultras.

Però la realtà non piace, si preferisce restringere il campo, parlare di pochi, o addirittura, nel caso del sindaco Sboarina e dell’allenatore Juric, negare l’evidenza.

Tipici affreschi veronesi

Ma secondo voi, quando un sindaco di una città si schiera con gli ultras, quando un ex ministro, Fontana, si professa fieramente ultras, immortalato in mezzo a tutti i capi, quando Verona passa alla cronaca costantemente per fatti di intolleranza, dove sta il cuore della città?

Verona è l’Hellas, Verona è razzista, in larga parte, o almeno questo è ciò che sembra.

Sbattere in faccia la realtà ai veronesi non può che fargli bene, d’altronde, devono essere loro a reagire, altrimenti non cambia nulla. Solo un po’ di consolatoria, ipocrita, autogiustificazione.