26 Novembre 2020

Grande successo per lo spettacolo Eureka della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre firmato dalla coreografa e direttrice artistica Giulia Staccioli, presentato la sera dell’epifania al Teatro Verdi di Pisa. Il secondo appuntamento della stagione Danza ha aperto il nuovo anno tra prodezze fisiche e fragorosi applausi per i cinque performer Maria Agatiello, Giulio Crocetta, Eleonora Guerrieri, Stefano Ruffato e Marco Zanotti. Il nome Kataklò deriva dal greco antico e significa letteralmente “io ballo piegandomi e contorcendomi”, ed è proprio questo il tratto distintivo della compagnia che prepara i suoi interpreti in un lungo training fisico di danza e atletica.

Eureka – dal greco “ho trovato”- rimanda alla celebre esclamazione del matematico greco Archimede urlata mentre correva nudo nella città, per celebrare e condividere con tutte le persone che incontrava una sorprendente scoperta appena avvenuta. Giulia Staccioli con la nuova coreografia suddivisa in quadri eterogenei, ha voluto comunicare, con la stessa forza dello scienziato, la voglia di condividere con il pubblico la sua ricerca di un movimento sperimentale che si spinge “oltre”: oltre i limiti fisici, oltre l’acrobazia, il circo, la danza, il teatro, oltre l’idea di ovvio e banale.


La novità che rende ogni replica dello spettacolo un evento unico è la presenza di cinque SpettAttori presi dal pubblico previa candidatura, desiderosi di far parte in modo attivo e performativo della coreografia, ai quali non è richiesta una preparazione fisica specifica. In scena ogni danzatore della compagnia è affiancato, in alcuni quadri, ad un suo “alter ego”, lo SpettAttore, formando così una coppia in cui entrambe le parti cercano affinità artistiche, fisiche e mentali, dando vita a performance singolari e irripetibili.

Tra giochi di luce, passi a due e travestimenti si apre lo spettacolo. I cinque performers direzionano e vestono i non professionisti con una tunica colorata, come se il primo quadro si ispirasse direttamente alla scena di Archimede, ricreando l’atmosfera dell’antica Roma.

Prese, equilibri, disequilibri, contact e lavori di floorwork animano tutto lo spettacolo, con l’ausilio di specchi riflettenti, maschere di luce, funi appese al soffitto e un cerchio metallico.

Impressiona la fluidità dei passaggi acrobatici, lenti o scattanti, uniti a effetti illusionistici di grande impatto come l’ingresso di un essere strisciante ricoperto da un telo blu e argento che, dopo vari rotolamenti, equilibri e torsioni, si scopre essere un duetto tra due donne con il volto coperto.

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Altro momento spettacolare del primo tempo riguarda l’ingresso simultaneo e speculare di due uomini in culotte nera, che si dirigono verso il centro del palco sopra dei panchetti-trampoli neri. Ulteriore difficoltà è rappresentata dalla presenza di due donne che per tutto il quadro vengono sospese in aria con prese fluide, armoniche e di grande forza fisica.

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Ogni danzatore, nell’ultima sequenza del primo tempo, entra in un cerchio metallico con una sbarra centrale, agganciato alle funi utilizzate nel quadro precedente. Tuffi, salti, equilibri sopra l’asta metallica in oscillazione, rendono il quadro energico, coinvolgente e intenso.


Nella seconda parte dello spettacolo l’ironia fa da sfondo a molti quadri rappresentati. Il primo si apre con una donna in abiti bianchi che si esibisce in una danza aerea sopra un telo rosso appeso da una parte al soffitto, mentre le altre due estremità sono tese da due danzatori in giacca e cravatta. La donna in una sorta di danza sensuale, manda baci al pubblico, come una diva, mentre gli uomini girandole attorno aumentano la difficoltà della performance, costringendola a una continua ricerca di un equilibrio apparentemente precario.

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Altri quadri che hanno riscosso grande successo e fragorose risate di adulti e bambini sono stati quello della “palestra” e dei “cani al passeggio”. Nel primo una donna esegue esercizi ginnici utilizzando un uomo come macchinario personale, mentre tre uomini in culotte rosse si sfidano con giochi di forza e agilità. Con ironia e humor i tre danzatori esibiscono i propri muscoli e la loro prestanza fisica costruendo uno scenario specchio della società contemporanea, dove i canoni della bellezza fisica sono dettati da modelli che tendono sempre più alla perfezione.

I cinque performers hanno poi intrepretato diverse personalità di cani tenuti al guinzaglio-bastone dagli SpettAttori, con abiti colorati e stravaganti. Ognuno di loro ha sapientemente curato un aspetto comportamentale dei cani, dando vita a un quadro giocato sulle varie situazioni che si possono presentare quando si portano a spasso i nostri amici a quattro zampe.

La spettacolare fusione tra danza, ironia, mimica, prodezze acrobatiche, musiche originali, luci e costumi, ha emozionato e trascinato il pubblico in scenari surreali, illusionistici e sarcastici sempre nuovi e originali.

 

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Marta Sbranti

Marta Sbranti, classe 1989. Dopo il Diploma presso l'Istituto d'Arte Franco Russoli di Pisa mi sono laureata in Scienze dei Beni Culturali curricula storico-artistico. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Storia delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media, presso l'Università di Pisa. La mia tesi di laurea "Musei e Danza" unisce le mie due grandi passioni la danza e l'arte, che coltivo fin da piccola.
"Toccare, commuovere, ispirare: è questo il vero dono della danza".
(Aubrey Lynch)

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