21 Ottobre 2020

In Pakistan sono scese le luci dense delle votazioni, ma è doveroso ricordare come molti innocenti siano morti, non intimoriti dai talebani, contrari a ogni libertà democratica, vista come uno strumento demoniaco con il quale l’Occidente vorrebbe sopprimere il grande Islam e soppiantare la giusta Sharia.
In un mese oltre 100 sono state le persone che hanno perso la vita, addirittura a Karachi davanti a un seggio sono stati uccisi 11 possibili elettori, che, pur di esprimere la loro volontà con un semplice voto, hanno preferito rischiare la propria vita.
I talebani hanno espressamente minacciato il Partito del Popolo Pakistano (PPP) e i suoi partner della coalizione laica al governo, ottenendo come risultato di ridurre drasticamente le possibilità di campagna elettorale dei loro leader, ma il comportamento tenuto dalla popolazione è stato onorabile e virtuoso.
Quest’ultima ha vissuto nei giorni scorsi la prima transizione democratica nei suoi oltre 60 anni di indipendenza dopo la conclusione del primo intero mandato quinquennale,(in Italia si griderebbe al miracolo), da parte di un governo pachistano; mentre, invece, rimango amareggiato vedendo la percentuale di persone che in Italia comodamente seduta in poltrona preferisce che altri votino per decidere il suo destino.
I pachistani sono stati chiamati alle urne per rinnovare l’Assemblea nazionale e quattro assemblee provinciali (Khiber Paktunkhwa, Punjab, Sindh e Bluchistan).
Il dispiegamento di forze è stato consistente per cercare di difendere il diritto al voto alle circa 89 milione di persone che lo avrebbero esercitato nei quasi 70 mila seggi, difesi dagli oltre 600.000 uomini delle forse di sicurezza.
I partiti che si sono scontrati avendo più possibilità di vittoria erano tre: il Partito del popolo pachistano (Ppp, al governo per cinque anni), la Lega musulmana pachistana Nawaz (Pml-N, opposizione) e il Movimento pachistano per la giustizia (Pti) dell’ex campione di cricket Imran Khan.
I talebani hanno cercato di colpire chi più era lontano dal loro sacro pensiero nel caso specifico il gruppo pashtun laico, che faceva parte della coalizione di governo.
Inoltre è doveroso sottolineare come per loro bambini, vecchi, donne o uomini siamo, qualora non allineati al loro pensiero, semplici ostacoli, vittime sacrificabili per un fine più alto.
Non solo ci hanno provato con tattiche che includevano un certo “contatto fisico”, ma raffinatamente hanno seminato una campagna di terrore psicologico per cercare di minare il voto attraverso avvertimenti e minacce rivolte sia ai partiti filo-governativi che direttamente agli elettori.
Infine l’11 Maggio si ha avuto un doppio risultato che lascerò a voi lettori analizzare e valutare.
Da una parte, nonostante gli attentati terroristici, l’affluenza è stata alta, aggirandosi attorno al 60%, ma dall’altra ha vinto l’ex premier Nawaz Sharif, leader della Lega musulmana pachistana, con la sconfitta dell’unico partito che offriva una vera innovazione, quello capeggiato dall’ex campione di cricket Imran Khan.

La democrazia ha richiesto il pagamento di sangue innocente, non è la prima volta, non sarà l’ultima, ma è una fortuna che delle persone pospongano se stesse per un ideale più forte del tempo, che spesso, troppo spesso, è messo in pericolo dalla violenza, dalle pusillanimità di volgari estremisti, prepotenti oratori di violenza i loro fucili falciano i cittadini, ora non più tali, ma eroi.


i-talebani-bandiscono-il-vaccino-antipolio-dal-pakistan[1]

Matteo Taccola

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Sono uno studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, curioso, estroverso, mi piace scrivere.
Ho voluto accettare la sfida postami da “Uni Info News”, mettermi alla prova e scrivere quello che penso con l’intenzione di potermi confrontare con tutti quelli che ci leggono.

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