A TUTTA B. Giornata 40: Cagliari in Serie A dopo un anno di purgatorio.

Claudio Fedele - 10 Maggio 2016

Obiettivo Livorno – Scatta la Città: Isabella Bonciani

Claudio Fedele - 10 Maggio 2016

Obiettivo Livorno – Scatta la Città: Ilaria Borrelli

Claudio Fedele - 10 Maggio 2016
Share

Obiettivo Livorno – Scatta la Città: Ilaria Borrelli

Colognole

LIVORNO – Nell’ambito del contest Obiettivo Livorno – Scatta la città: Scorci di Vita Livornese, l’Associazione Uni Info News si è prefissata tra gli “obiettivi” quello di far conoscere da un punto di vista artistico tutti i partecipanti, così che coloro che ci seguano possano dare uno sguardo all’artista che è dentro ognuno di loro.

Quest’oggi intervistiamo Ilaria Borrelli, che ringraziamo calorosamente per le risposte e a cui auguriamo un forte in bocca al lupo!

Quando fai una foto cosa provi?

C’è una frase di Lisetta Carmi che descrive bene cosa provo nel fare una fotografia..”Una fotografia non è mai esistita nella mia testa prima dello scatto: io vedo ciò che c’è, vibro con ciò che c’è, amo ciò che c’è, mi emoziono vedendo ciò che c’è”. E’ sentirsi parte di quello che sto fotografando.

Preferisci come soggetti le persone o i paesaggi? Perché?

Preferirei fotografare le persone, colte nei loro sguardi e nei gesti spontanei e di vita quotidiana, ma con i limitati strumenti a disposizione tendo a fotografare più i paesaggi. La digitale non mi consente di giocare con il chiaroscuro, con la messa a fuoco, con lo zoom. Ad ogni modo, deve esserci quella “scintilla”..quel qualcosa di particolare che salta all’occhio..che colpisce.

Propendi più per una macchina analogica o digitale?Quali pensi siano i vantaggi e gli svantaggi?

Il mio lato vintage tende a adorare la macchina analogica, che conservo gelosamente. Con la analogica sai che devi cercare di fotografare al meglio subito per non “sprecare” scatti, senza poter nemmeno vedere istantaneamente il risultato dello scatto. Il mio lato pratico propende quindi per quella digitale, che ti consente di “studiare” con più serenità gli scatti e di ottimizzarli in tempo reale.

Montecappone

Pensi che Livorno sia una città culturalmente attiva? E con una certa attenzione per l’ambito fotografico?

Penso che Livorno abbia un grande potenziale culturale a livello di risorse (artistiche, storiche..), ma che la mentalità livornese, tendenzialmente disfattista e anarchica, non riesca a valorizzarlo. Per cui quel “capitale umano” che vorrebbe fare qualcosa per prendere letteralmente in mano queste risorse si trova..demotivato. Questo mi pare valga anche in ambito fotografico. Non mancano mostre, ma le trovo “elitarie”, non fruibili da tutti. E fini a sé stesse, quasi voyeristiche e basta.

Cosa ne pensi dell’uso che si fa quotidianamente dei social per pubblicizzare o pubblicare le fotografie? Che ne pensi di Instagram? 

I social sono un mezzo potentissimo, talmente potente che..va saputo usare, per non correre il rischio di abusarne o arrivare a farsi usare. Non sono più su Facebook da qualche mese proprio per questo motivo, tutto ciò che veniva condiviso stava diventando troppo…”inflazionato”, consumato. E, per me, perdeva di senso. Ho preferito così scegliere di filtrare, di condividere con una cerchia di persone più ristretta. Non conosco Instagram né Twitter né altri social, ne sono al momento davvero poco attratta. Preferirei la stampa e la condivisione dal vivo, reale, tangibile.

Eremo Sambuca

Per te scattare le foto è più una questione “tecnica” o di impulso?

Per me scattare una foto è una questione assolutamente d’impulso. E’ come una molla, che scatta nel momento in cui si vede qualcosa che colpisce il nostro sguardo, soprattutto quello interiore. Che risveglia le nostre corde. Ma mi rendo conto che la tecnica aiuta molto a rendere visibile ciò che “guardiamo”, a esternarlo. A quello dovrebbe esserne limitato l’uso però. Invece spesso un uso compulsivo della tecnica nel tentativo di “migliorare” una foto trovo che porti purtroppo a stravolgerla.

Livorno offre sia paesaggi suggestivi che scenari tipici di una città come tante altre, alcuni anche con sfumature ricche di decadenza. Sei più attratto dai primi o dai secondi?

Sono Indubbiamente più attratta dai paesaggi suggestivi di Livorno, che sono quelli che la rendono unica. Penso al riflesso degli edifici sui fossi della Venezia, alle Panama che si vedono dal cantiere, al tramonto sulla Gorgona incorniciato dalle tamerici dello Scoglio della Ballerina.

Qualora tu dovessi arrivare tra i dieci selezionati per la votazione finale del Contest, cosa rappresenterebbe per te il laboratorio fotografico indetto dal comune?

Il laboratorio fotografico rappresenterebbe un’occasione per imparare, per fare un altro passettino verso un mondo, quello fotografico, per cui nutro una grande passione ma che non riesco ad afferrare a pieno per la mancanza di strumenti (teorici, strumentali) e allenamento pratico, prove su campo. E riuscire a fare un po’ mia la fotografia nella mia città sarebbe un modo per “afferrare” anche Livorno, in tutta la sua bellezza.

Marciana Marina

Cosa ti ha spinto a prendere parte al nostro Contest Fotografico?

Ho deciso di prendere parte al Contest esclusivamente per l’amore per la fotografia e per Livorno. L’ho vista come un’occasione per partecipare a qualcosa che fa comunque parte di me e che mi consente di onorare la mia città attraverso uno strumento che amo. La consapevolezza della mia carenza a livello tecnico non mi ha fermato. Nel corso degli anni ho abbandonato la fotografia “a turista cinese”, evitando di fare una moltitudine di scatti in cui inevitabilmente arrivavo a perdermi, così, solo per il gusto di scattare e non “perdermi” niente. E ho cominciato a selezionare, a cercare di cogliere il particolare, a scattare solo davanti a una vera emozione. Questo è sufficiente a riempirmi, anche quando scatto, spesso, con il cellulare.

A cura di Claudio Fedele & Matteo Taccola