SERIE B: IL PUNTO. 7°giornata: Pescara nuova capolista, arrancano le big, Livorno fanalino di coda

La Redazione - 11 ottobre 2018

Il Punto, la settimana in breve: dalla Baviera all’Arabia Saudita

La Redazione - 11 ottobre 2018

Trashopoli 1 – Spread attack: Sgarbi, Rai ed Unieuro, un Governo del Cambiamento

La Redazione - 11 ottobre 2018
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Vi siete persi qualcosa del peggio della settimana appena trascorsa? Non preoccupatevi, ci siamo noi a tirarvi su di morale! Partiamo dagli ultimi giorni; se sui TG sono prevalse le preoccupazioni sul tasso dello Spread a 10 anni e le caratteristiche del NADEF, come si sono mossi i nostri media, tra un tour sul balcone di Palazzo Chigi ed i titoli del debito pubblico che sono diventate delle gallina dalle uova d’oro?

In maniera spettacolare, il FQ si è concentrato sui complotti della Commissione Europea, Libero sulle vicende calcistiche di Vittorio Sgarbi, il Corriere su Paragone (M5s) che vuole scegliere che notizie mandare in onda al TG1 e il Foglio sulle gaffes grilline. Insomma tutto va bene, lasciamoli lavorare e lasciateci lavorare! Benvenuti in Trashopoli!

Fatto Quotidiano – 2 ottobre 2018

★★★★★ – Fatto Quotidiano e Spread: La settimana appena trascorso (fino a questo lunedì) ci ha portato i rendimenti decennali dei titoli del debito pubblico italiano a 3.5, insieme ad uno spread fino a 310 punti base. L’aspettativa di un respingimento della nota di aggiornamento al DEF da parte della Commissione Europea ed un costo maggiore del nostro debito pubblico sono argomenti all’ordine del giorno dei mass media, ma, per il FQ, tutto ciò e dunque lo spread sono causati non dai mercati o da chi infrange le regole, ma solo da chi le controlla i trattati sottoscritti dal nostro Paese. I titoli di apertura del giornale diretto da Travaglio sono così stati “Lo spread digerisce la manovra, la Ue (morente [?]) la boccia” (6 ottobre), “La manovra dimagrisce, ma l’UE continua a sparare contro l’Italia” (4 ottobre) e “L’europa scatena lo spread per far cedere il Governo” (2 ottobre). Insomma, non tutte le profezie degli economisti del Fatto si sono realizzate (lo spread è continuato a salire), ma se per loro c’è solo da incrociare le dita e dire: “Juncker siamo nelle tue mani, ma per favore non batterle”; cosa accadrebbe se l’Italia dovesse essere declassata dalle agenzie di rating? Spead tra 350 e 400 più Troika saranno sempre colpa dell’Unione Europea?

Corriere della Sera – 3 ottobre 2018

★★★ – Fai una giravolta, falla un’altra voltaGianluigi Paragone – Il M5S affida a Gianluigi Paragone, senatore e capogruppo pentastellato nella commissione di vigilanza Rai, il ruolo di “picconatore” dei vertici Rai. Spara contro Fabio Fazio, bersaglio abituale delle invettive destrorse e contro il direttore del Tg1 Andrea Montanari, reo di aver dato troppa risonanza alla manifestazione del Pd e soprattutto di dare al tg una scaletta “non gradita” al simpatico ex leghista.
Gianluigi Paragone è il classico professionista della politica: nato come “enfant prodige” di radio Padania, a suon di Roma padrona e Napoli colera, non ha aperto bocca quando il tg di regime lo conduceva un certo Augusto Minzolini. Era fine degli anni 2000, i tempi della dittatura dolce di Berlusconi, i tempi di Ruby nipote di Mubarak (ancora Ronaldo era troppo giovane), dei condoni, della tv monopolizzata dall’attuale presidente del Monza.
A quei tempi Beppe Grillo fondava il M5S e il tg di Minzolini era tra i bersagli preferiti del comico genovese. Le strade di Paragone e Grillo erano parecchio lontane allora e il simpatico Gianluigi difendeva il governo Berlusconi, supportato dal Senatur.
Ma si sa, i tempi cambiano, da “Napoli colera” si passa a “Prima gli italiani”, si contribuisce ad invenelire il clima politico conducendo un programma su La7, “La gabbia”, che tutto era fuorché un talk show. Ma una gabbia di matti, appunto. La giravolta politica è compiuta prima delle elezioni del 4 marzo, quando il simpatico Gianluigi, fiutando l’aria che tira, capisce che se si candida col Movimento, in cerca spasmodica di personalità conosciute da piazzare nei collegi uninominali, la strada verso il potere è spianata.
E così, da Pontida, dai canti celtici, dai “guarda che puzza scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani”, il simpatico Gianluigi, folgorato sulla via di Damasco, si riscopre “surdato ‘nnamurato” del sorridente e napoletanissimo Luigi di Maio. Memori dell’editto bulgaro che fece fuori Luttazzi, Santoro e Biagi, aspettiamo fiduciosi la messa al bando dei vari Montanari, Fazio, Zoro, Berlinguer, Annunziata a rimarcare che destra e sinistra esistono ancora, eccome.

Libero – 1 ottobre 2018

★★★★★ Cervia verso il triplete: Patron Sgarbi entra nel mondo del calcio – In accappatoio, su una poltrona davanti a una vetrata vista mare, un video su Facebook: la comunicazione di Vittorio Sgarbi è sempre quella, stavolta a sorprendere è il messaggio. Il critico d’arte e parlamentare, annuncia l’acquisto della squadra di calcio del Cervia, militante in Promozione. A spingerlo non sono brama di potere o ulteriore visibilità, ma la passione per la Romagna -“al centro del mondo”- e le ragioni affettive di chi trascorreva le estati a Milano Marittima; insomma, una sorta di mecenatismo del terzo millennio. La squadra, già oggetto del reality show Campioni, sarà rinominata appunto Cervia Milan(o) Marittima, l’obiettivo è portarla in Serie A.
Non è l’unico annuncio recente di questo tipo: Berlusconi, caro amico e ‘compagno’ di Sgarbi in politica, ha acquistato il Monza; entrambi puntano su giocatori nostrani, anche se il critico d’arte sarà supportato dai capitali molto poco italiani del gruppo arabo Qatar Airways. E mentre Marotta pare vicino a entrare nel progetto e Ciccio Graziani prova a salire sul carro, Sgarbi propone -si spera scherzosamente- un’allenatrice “bellissima”, così “eccita i giocatori a vincere”.
Vedremo come evolverà la situazione, tra il serio e il faceto, come tutto ciò che riguarda Vittorio Sgarbi.

Instagram – Foglio 2 ottobre 2018

★★★ – Ing. Rocco Casalino in cerca di autore ferie -Con la sua vignetta, Makkox impallina con precisione comica e satirica lo “spin doctor” della comunicazione Cinque Stelle, Rocco Casalino.
Casalino è reo di essersi lasciato andare a ingenue e confidenziali esternazioni con chi di mestiere ormai spesso fa tutto fuorché sacrificare la notizia in nome della privacy.
La vignetta riguarda i fatti successivi alla tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova e i suoi messaggi che sono stati mandati “in via confidenziale” – “Mi è saltato Ferragosto!”, “Mi chiamate come pazzi, basta!” [cit].
La sua ultima impresa brancaleonesca lo ha portato a essere omaggiato dal disegnatore romano all’interno di un improbabile – quanto divertente – episodio in cui durante il giorno di Pasqua si ritrova ad essere invaso nuovamente nella sua privacy alla notizia delle resurrezione di Cristo.
Potremmo suggerire a Makkox di dedicare la prossima vignetta sul dl Genova in riferimento alla frase di Toninelli “l’ho scritto con il cuore”. Potrebbe disegnare un cuore con le fattezze di Toninelli che scrive il dl e che al posto delle braccia ha le gambe e al posto delle mani, i piedi. Che ne pensate?

 

★★★★★ – “Tutte le cose che mi piacciono sono illegali, immorali oppure fanno ingrassare.” Alexander Woollccott.
Arriverà il Reddito di cittadinanza, ormai è solo questione di tempo. Ma come funzionerà? “Si potrà comprar di tutto?”, comincia già a chiedersi tribolante qualcuno. Pare di no, i più alti esponenti pentastellati chiariscono che le spese saranno tracciate (e fin qui niente di troppo sbagliato) e che, soprattutto, non dovranno essere immorali.

Si potrà usufruire del Reddito solo per spese desinate all’acquisto di beni di prima necessità, non per andare da Unieuro. Là, proprio no. Lo chiarisce la vice ministra dell’Economia Laura Castelli “Se per tre mesi verrà osservato che lei, col reddito di cittadinanza, va all’Unieuro, magari un controllino della Guardia di Finanza si fa”.
Nessun acquisto di lavastoviglie, lavatrici, condizionatori o telefoni cellulari, oggetti così immorali non dovranno più far capolino nelle case degli italiani, monitorati dagli occhi del Grande Fratello Giggino.
Il disoccupato con il Reddito acquisiti quanto più cibo possibile (e che sia solo pane e prosciutto, non sia mai che volendo un dentice si finisca per essere di nuovo tacciati di immoralità), ma lo conservi nel sale e nelle spezie: il frigorifero dell’Unieuro proprio no, altrimenti giungeranno con celerità le Fiamme Gialle.
Il disoccupato che fruirà del Reddito deve esser persona degna, morale e sorridente (come incita Di Maio nel video) e già si chiede, a questo punto, se acquistare un giocattolo per il figlio, libri e manuali per accrescere la propria cultura, un regalo alla donna che ama, siano spese immorali. Pare di sì, che lo saranno. O che, comunque, a stabilirlo sarà arbitrariamente il Governo gesuita del popolo, che instancabilmente controllerà ogni sua transazione.
“Tutte le cose che mi piacciono sono illegali, immorali oppure fanno ingrassare.”

 

Hanno collaborato alla scrittura dell’articolo: Paolo Gambacciani, Giovanni Sofia, Luigi Marri, Paolo Barontini e Lamberto Frontera