Game of Thrones – Recensione 7×05: Eastwatch

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Altri guai per HBO, come avrete probabilmente saputo, anche la 7×06 è stata diffusa online in anticipo rispetto all’uscita ufficiale. Stavolta però non sembra esser stata colpa degli hacker bensì un errore di HBO Spagna che ha rilasciato in anticipo la puntata. L’episodio sarebbe stato caricato erroneamente per circa un’ora prima che si rendessero conto dell’errore ma in quel lasso di tempo la puntata aveva già fatto il giro del web e a niente sono valsi i tentativi di rimuoverla.

Come avvenuto per la 4’ puntata, anche stavolta, abbiamo deciso nel rispetto di HBO e di tutti coloro che hanno aspettato questa notte per vedere la 7×06 di postare solo oggi la nostra consueta recensione.

Venendo adesso a cose ben più interessanti,  se nel 5’ episodio si era apparecchiata la tavola per l’attesissimo finale di stagione, in questa sesta puntata abbiamo assaporato i frutti di questa attesa.

Come ricorderete, la puntata precedente si era chiusa con un’improbabile “Compagnia della Barriera” riunita per catturare un Estraneo da portare a Cersei per dimostrarle il pericolo imminente del Re della Notte al fine di ottenere una tregua.

La Compagnia prometteva scintille e così è stato.

Nel mentre che il nostro gruppo di eroi si incammina verso il luogo in cui il Mastino e Bran hanno avvistato gli Estranei, intanto a Grande Inverno, le due sorelle Stark continuano a bisticciare facendo a gara a chi è meno furba. Il tutto manovrato dal solito Baelish che addirittura consiglia a Sansa di usare Brienne per “togliersi dai piedi” Arya.

L’incursione oltre la Barriera si rivela fin da subito più pericolosa del previsto perché vengono assaliti da alcuni Orsi coi tipici occhi color blu degli Estranei. Successivamente però si imbattono in un gruppetto isolato di non morti in ricognizione e non si lasciano sfuggire l’occasione per assalirli e, con non poca fortuna, riescono a catturarne uno. Missione compiuta?

L’Estraneo catturato non è particolarmente consenziente e inizia a dimenarsi e a gridare tanto da attirare l’attenzione di tutto l’esercito al seguito. Jon intuisce subito il pericolo e ordina a Gendry di correre alla Barriera per mandare un corvo a Daenerys, l’unica in grado di salvarli da quella situazione che già si preannuncia disperata.

L’esercito guidato dal Re della Notte insegue il gruppetto ma il ghiaccio frana sotto i piedi degli Estranei così da creare una voragine che letteralmente isola la Compagnia dall’esercito dei non morti.

Gendry intanto corre tutta la notte e riesce ad arrivare alla Barriera per dare l’allarme. Così viene subito inviato un corvo a Daenerys che, non pensandoci due volte, monta in sella a Drogon e vola verso nord seguita dagli altri due draghi.

La compagnia continua a resistere al freddo ma il giaccio intorno a loro si sta piano piano riformando. Il Mastino, evidentemente preso dalla noia, comincia a tirare sassi verso gli Estranei ma con un lancio poco fortunato il sasso impatta contro il ghiaccio facendo così notare agli Estranei che la lastra si è perfettamente ricompattata. L’esercito di non morti inizia a caricare verso la Compagnia che, arroccatisi su una roccia, cerca di respingere i nemici in un’impresa che appare disperata.

Death is the enemy

Il numero pressochè infinito di Estranei fa salire sempre più la tensione ma proprio quando la Compagnia sembra ormai spacciata arriva il supporto aereo di Daenerys che con un paio di Dracarys libera i nostri eroi dall’assedio e atterra nelle loro vicinanze per permettere loro la fuga. Gli altri draghi continuano ad arrostire Estranei a destra e a sinistra ma il Re della Notte non resta a guardare, impugna una delle sue lance di ghiaccio e la usa per abbattere Viserion. Il drago precipita a terra e si inabissa sotto il ghiacciaio. Abbattuto un drago, il Re della Notte punta anche Drogon ma Jon tempestivamente ordina agli altri di scappare cercando di tenere a bada gli altri Estranei. Drogon si alza in volo coi superstiti della Compagnia e fa ritorno alla Barriera lasciando il Re del Nord in balia dei non morti.

Jon rimasto a terra è costretto a fronteggiare gli Estranei uno dopo l’altro finché improvvisamente non sprofonda in acqua, lì riesce a liberarsi dalla presa dei nemici e riemerge. Si tiene a malapena in piedi e cerca una via di fuga ma gli altri Estranei lo vedono e corrono verso di lui. Sembra ormai la fine di Jon Snow (di nuovo) ma ecco che all’improvviso fa la sua comparsa zio Benjen che offre il proprio cavallo al nipote e si sacrifica per lui.

Intanto i superstiti sono tornati alla Barriera convinti che per Jon fosse finita ma Daenerys come una novella Giulietta affacciata sulla terrazza della Barriera attende il ritorno del Re del Nord, un ritorno che avrebbe del miracoloso. E così è, l’attesa della Khaleesi viene premiata perché dalla foresta sbuca un cavallo con in groppa un Jon ormai privo di sensi.

Sul finire della puntata Jon viene portato sulla nave e accudito, qui intrattiene un dialogo piuttosto intimo con Daenerys dove sboccia una complicità che ormai i due facevano fatica a nascondere. Jon, ai limiti delle forze, stringe teneramente la mano di Daenerys e per sdebitarsi (e non solo) promette finalmente di inginocchiarsi (come del resto li chiese di fare anche Ygritte in tempi non sospetti).

Se non c’è assolutamente dubbio che la puntata sia stata spettacolare e ricca di colpi di scena, ci sono alcune cose che forse ai più pignoli stanno facendo un po’ storcere il naso. Una puntata piena di spunti ma che ha prestato il fianco anche a diverse critiche.

Prima di affrontare però l’argomento della battaglia contro gli Estranei vorrei prima trattare la delicata questione esistente tra Arya e Sansa. Sansa è un personaggio che per anni è stato mal sopportato perché risultava passivo e a tratti a dir poco odiosa. Nella sesta stagione però aveva dimostrato di possedere anche lei una testa funzionante e degli attributi, cose che però in questa settima stagione sta gradualmente perdendo.

Ammetto di non essere un suo fan ma nei primi episodi, seppur ci fosse da discutere sul metodo, le sue azioni sembravano dettate dal buon senso e dalla buona fede. Ultimamente però, da quando ha fatto ritorno la sorella, si lascia sempre andare ad atteggiamenti piuttosto ambigui, non ultimo l’incontro privato con Ditocorto. Ogni volta Sansa fa un passo avanti e 100 indietro.

Dall’altro lato anche Arya ha la sue colpe perché, troppo sicura di sé, si sta lasciando mettere nel sacco da Baelish e tutto questo sta portando le sorelle sul piede di guerra, l’una contro l’altra. Tutta questa faccenda potrebbe essere facilmente disinnescata se le due si confidassero con sincerità ma soprattutto se quel personaggio fin qui inutile di Bran si decidesse a proferire parola. D’altronde il principale artefice della morte del padre è ospite a Grande Inverno e lui è il solo a saperlo. E continua a tenerselo per sé.

Detto questo, veniamo alle critiche che ha sollevato questo episodio. Innanzitutto riguardo il “velocista” Gendry che arriva alla Barriera, avvisa Daenerys che parte coi draghi, il tutto per arrivare perfettamente in tempo per il salvataggio ha destato qualche perplessità. In effetti a vederla così la faccenda è un po’ surreale ma c’è da dire che durante l’attesa che il ghiaccio si riformasse, dalle espressioni e dai dialoghi dei personaggi emerge chiaramente che, abbarbicati su quella roccia, ci siano stati circa un paio di giorni. Chiaramente per ovvie esigenze non è che possono farci la telecronaca minuto per minuto.

Se in questo caso ho spezzato una lancia a favore della produzione, non si può sottacere su altre questioni irrisolte o trattate in maniera alquanto singolare. Se comunque ci può stare che il Re della Notte punti prima ad uno draghi in volo piuttosto che a Drogon, trovo alquanto difficile che gli Estranei (non celebri per la loro grande coordinazione di movimenti e le loro doti atletiche) si siano immersi sotto il ghiacciaio portando con sé pesantissime catene (trovate chissà dove), le abbiano messe intorno al collo del drago e siano pure riusciti a tirarlo fuori dal ghiacciaio. Davvero ammirevole.

Se dell’apparente inutilità di Bran ed il conseguente fastidio che egli suscita in questa stagione abbiamo già parlato, c’è un’altra cosa che non mi va giù. Giunti a questo punto ho il timore che si crei una grande alleanza di tutti i regni per combattere il Re della Notte. Francamente prima mi aspettavo la caduta dei Lannister e poi successivamente la guerra contro gli Estranei, una cosa per volta. Non vorrei che con questo espediente, per fare fan service, Cersei abbia l’occasione di riscattarsi e magari diventare addirittura “”buona””. Sarebbe una cosa inaccettabile. Perché il caos è una scala ma se c’è una certezza è che ogni personaggio nel Trono di Spade paga sempre le proprie colpe e qui non c’è fan service che tenga.

Fan service appunto. Siamo ormai alla penultima puntata di questa stagione ed il fan service è sicuramente la critica che i fan più accaniti stanno muovendo alla serie. Non mi sento di appoggiare in toto questa posizione, della serie “Quando c’era Martin i draghi arrivavano in orario” però ci sono sicuramente tante cose che in questa stagione sembrano tirate via. Basti pensare alla flotta di Euron decisiva nei primi episodi e poi letteralmente sparita dalla circolazione così come la stessa Cersei. E poi, cosa costava a Daenerys fare una capatina a Castel Granito, bruciare la flotta di Euron e liberare gli Immacolati in ostaggio? Si è presa la briga di intervenire in una battaglia che neanche richiedeva il suo appoggio considerato il gran numero dei Dothraki ma non va a liberare metà del suo esercito. Perché?

Oppure anche il sacrifico di Benjen Stark, apparso in grande stile nella sesta stagione lasciando presagire un suo grande ruolo nella lotta agli Estranei ma poi viene liquidato in appena 30 secondi. Non sapevano proprio come gestire questo personaggio?

Al di là delle critiche sugli sviluppi della trama e sulla gestione dei personaggi, una cosa che personalmente non mi ha convinto è stato lo spazio dedicato alla Compagnia. E’ stato intrigante vederli interagire tra di loro e quando chiacchieravano tra loro sorgevano infiniti spunti e intrecci riguardo il passato di Westeros. Sono fermamente convinto che meritassero più spazio.

E dunque, visto che gli episodi da 10 sono diventati 7, non valeva la pena magari fare una puntata in più per gestire al meglio tutte queste situazioni?

Ma la cosa che ha più indignato i fan più accaniti è stata senza dubbio la scena romantica tra Jon e Daenerys, considerata quasi blasfema ed un mero atto di fan service che mai avrebbe trovato spazio nei libri di Martin. Ma questo andrebbe chiesto a lui.

Infine, se ormai l’hype è palpabile in vista dell’ultimo episodio, considerato anche che ci sarà da aspettare un altro anno per scoprire l’epilogo di questa storia, visti i recenti sviluppi, non può che esserci anche viva preoccupazione riguardo il futuro di questa serie.

Convinti però che l’ultimo episodio sarà all’altezza delle aspettative e che ci regalerà grandi emozioni, la prossima settimana ci troverete ancora qui!

Alessio Nicolosi